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L'Associazione Parlamentare degli Insigniti al Merito ricorda il barbaro agguato delle Brigate Rosse e il massacro degli uomini della scorta di Aldo Moro. Un tributo solenne per non dimenticare il prezzo pagato dai servitori dello Stato durante gli anni più bui della democrazia italiana.
L'Associazione Parlamentare degli Insigniti al Merito ricorda il barbaro agguato delle Brigate Rosse e il massacro degli uomini della scorta di Aldo Moro. Un tributo solenne per non dimenticare il prezzo pagato dai servitori dello Stato durante gli anni più bui della democrazia italiana.
Il Presidente Ufficiale OMRI, Riccardo Di Matteo, unitamente alle delezioni regionali e a tutti gli associati dell’associazione APAMRI, associazione Parlamentare di amicizia con gli insigniti al merito della Repubblica italiana, hanno voluto ricordare, il 16 marzo 1978, in via Mario Fani a Roma un commando delle Brigate Rosse attaccò l’auto sulla quale viaggiava il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, insieme agli uomini della sua scorta.
In pochi istanti, furono esplosi oltre novanta colpi di armi automatiche. Nell’agguato morirono i cinque uomini della scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.
Terminata la sparatoria, i terroristi trascinarono Moro fuori dalla vettura e lo caricarono su un’altra auto, riuscendo poi a fuggire. Poco dopo, telefonate alle redazioni di diversi giornali rivendicarono l’azione.
L’eccidio di via Fani segnò l’inizio dei 55 giorni di prigionia di Aldo Moro, conclusasi tragicamente il 9 maggio 1978. A 48 anni da quel giorno, APAMRI, continua a ricordare il sacrificio degli uomini della scorta e una delle pagine più drammatiche della storia repubblicana.
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