
- Prima Notizia 24
- Napoli - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 15:20
Allarme industriali al Sud per il blocco dei tir: "Imprese al collasso, servono risposte immediate"
Unione Industriali di Campania e Puglia denunciano la paralisi della produzione per mancanza di approvvigionamenti. In Calabria la Gias annuncia lo stop delle linee e il fermo per 300 lavoratori: "Dal governo solo annunci senza concretezza".
La morsa delle proteste degli autotrasportatori stritola il tessuto produttivo del Mezzogiorno, spingendo gli industriali del Sud a lanciare un fermo allarme sulle conseguenze economiche e sociali del blocco dei tir. In una nota congiunta, le Unioni Industriali della Campania (Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno) insieme a Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani tracciano un quadro di estrema sofferenza per le aziende del territorio.
"La vertenza degli autotrasportatori richiede risposte immediate", evidenziano le rappresentanze degli industriali meridionali. "L'attività produttiva è alla paralisi, per mancanza di approvvigionamenti. Il blocco deve cessare, altrimenti i danni per consumatori e imprese diventeranno insostenibili. Il blocco danneggia l'economia di Campania, Puglia e dell'intero Mezzogiorno, compromettendo inoltre l'erogazione di servizi pubblici essenziali". Tra le ripercussioni quotidiane si registrano già lunghe code ai distributori di carburante e i primi vuoti tra gli scaffali dei supermercati.
Dalla Calabria arriva la prima drammatica decisione operativa da parte del mondo d'impresa. Gloria Tenuta, presidente del Gruppo Industriale Alimentari Surgelati (Gias) di Cosenza, ha annunciato la sospensione delle attività produttive: "Se domani la situazione non si sblocca ci fermiamo".
Il blocco della logistica e la mancanza di stoccaggio costringeranno la società a fermare i macchinari, con un impatto occupazionale immediato: "Su 400 dipendenti l'interruzione lascerà a casa tra i 200 e i 300 lavoratori. Il fermo della produzione scatta già da domani perché non abbiamo più spazio dove conservare la merce e mancano gli approvvigionamenti di materia prima. Senza camion non possiamo ricevere i prodotti agricoli né spedire i trasformati".
L'imprenditrice calabrese ha quindi rivolto critiche dirette alla gestione istituzionale della crisi: "Comprendo la protesta, ma non questo continuo e incomprensibile ritardo nelle risposte da parte del governo. Finora abbiamo assistito solo a grandi annunci senza concretezza: anche il credito d'imposta per i trasportatori non è una misura sufficiente. Serve un impegno concreto da parte di chi ha la responsabilità di governare il Paese".
L'appello si chiude con una valutazione d'impatto economico sull'intero sistema produttivo: "Un blocco di una settimana significa una perdita pesante di Pil e danni incalcolabili per le grandi realtà come per la quotidianità delle piccole e medie imprese, architrave dell'economia del Sud e dell'intero Paese".
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