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  • Napoli - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 15:55

Blocco dei tir, la morsa si stringe sulla mozzarella di bufala: filiera paralizzata e caseifici chiusi

Il Consorzio di Tutela lancia l'allarme per la Campania: impossibili le consegne di latte dagli allevamenti di Caserta e Salerno entro le 60 ore. Il direttore Saccani: “Rischio guerra tra poveri, il governo intervenga per evitare il panico”.

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Il prolungato blocco degli autotrasportatori contro il caro carburanti travolge uno dei simboli dell'eccellenza agroalimentare italiana ed europea, mandando in cortocircuito la filiera produttiva della mozzarella di bufala campana Dop.

Le proteste dei tir nel Mezzogiorno, particolarmente acute nelle province di Caserta e Salerno, hanno prima rallentato e infine quasi del tutto paralizzato la catena di distribuzione, impossibilitata a rispettare i vincoli disciplinari di lavorazione del latte fresco, che impongono la trasformazione della materia prima entro e non oltre 60 ore dalla mungitura.

La mancata consegna del latte sta provocando la chiusura forzata di numerosi caseifici, incapaci di evadere gli ordini per la grande distribuzione nazionale e i mercati internazionali, con l'ulteriore rischio di danni economici incalcolabili per il settore agroalimentare regionale.

“La mozzarella di bufala campana Dop è un prodotto fresco, per cui risente maggiormente delle difficoltà”, ha spiegato Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di Tutela.

Il dirigente ha evidenziato come il blocco stia scaricando il peso maggiore sulle aziende zootecniche: “Gli allevatori continuano a produrre latte, ma non riescono a farlo arrivare ai caseifici a causa del blocco trasporti. Ciò ha portato alla chiusura dei caseifici, chi non si ferma sono i fattori che continuano a mungere le mucche, ma non sanno dove conservare il latte e non stanno ricevendo gli approvvigionamenti per fare mangiare le mandrie”.

Dal Consorzio è stato indirizzato un sollecito urgente alle istituzioni per una rapida risoluzione del tavolo negoziale per “evitare il panico”, accompagnato da un fermo richiamo rivolto agli stessi manifestanti. “Se i blocchi alla circolazione coinvolgono beni deperibili e materie prime fondamentali, l'impatto può diventare immediato e amplificarsi lungo tutta la catena, dagli allevamenti fino ai punti vendita”, ha concluso Saccani, invitando al senso di responsabilità per evitare lo scoppio di una dannosa guerra tra poveri.

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