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Dopo l’allarme lanciato da vari organi di stampa sulla “Morte della grande Emeroteca della Biblioteca civica di Cosenza”, a parlare oggi è il prof. Antonio d’Elia, Presidente dell’Accademia Cosentina e della Biblioteca Civica di Cosenza con un'analisi articolata sulla storia, sull’evoluzione, e sul dramma che sta vivendo la più antica e la più prestigiosa realtà culturale di Cosenza.
Antonio d’Elia, intellettuale di grande spessore, critico letterario, dantista, poeta e filosofo nonché studioso attentissimo della storia della Letteratura Calabrese, allievo di due giganti della critica letteraria del Novecento, non solo italiano, Antonio Piromalli e Dante Della Terza, è lo studioso che oggi ha organizzato diacronicamente i dati relativi alla nascita e allo sviluppo della Biblioteca Civica e che vive la crisi della Biblioteca come se la storia avesse assegnato a lui il compito di salvare la Biblioteca da una morte inesorabile e preannunciata da tempo.
Il presidente Antonio D’Elia non fa che confermarci lo stato di coma dell’Istituto bibliotecario fortemente voluto dall’Accademia Cosentina.
“Battezzata ufficialmente nel 1871, la Biblioteca civica di Cosenza è stata infatti partorita per volontà dell’Accademia Cosentina, la quale ha concesso il proprio grande patrimonio librario (incunaboli, pergamene, etc.) al nuovo Istituto e ha invitato Comune e Provincia a contribuire a tale fondazione con il loro sostegno economico”.
-Presidente ma di chi è la vera colpa della crisi di questi anni?
L’Ente Morale, con personalità giuridica (così da Statuto) con decreto del Luogotenente del Re, è stato istituito, ma poco dopo più di un anno i due cofondatori, Comune e Provincia, hanno iniziato a venir meno nel pagamento delle quote quali, appunto, Soci fondatori. Nonostante questo, l’Accademia ha sempre insistito fortemente sul fatto che Cosenza e la Calabria non potessero non avere un prestigioso Istituto Bibliotecario. Vorrei ricordare che grazie al ruolo svolto e tuttora fattivo dell’Accademia Cosentina, per più di quattro secoli, e anche per la sua Biblioteca (sorta quasi un secolo e mezzo addietro), Cosenza è stata appellata “l’Atene della Calabria”. E tale espressione, viene spesso ripetuta ancora da molti, ma in molti invece non sanno o si dimenticano che essa è scaturita proprio dall’Accademia Cosentina, che è la storia di Cosenza.
-Man mano che gli anni passano questa realtà è diventata sempre più fondamentale per il mondo della cultura meridionale...
Calcoli che la Biblioteca è stata incrementata nel tempo di testi sempre più numerosi e prestigiosi, facendo sì che l'Istituto bibliotecario diventasse faro di cultura per l’intero Mezzogiorno. Essendo un Ente morale, la Biblioteca di Cosenza è un Istituto autonomo con il contributo di Comune e Provincia: nello spirito, e per volontà dell’Accademia, è moralmente dei Cosentini, ma sul piano tecnicamente giuridico è un Ente, appunto, autonomo promosso da regole che lo pongono entro un procedimento di carattere privato, e, quindi, non pubblico.
-Praticamente , a chi spetta il sostegno dell’Ente?
A Comune e Provincia, come detto, Enti che partecipano al Cda che governa la Biblioteca Civica. Comune e Provincia devono per Statuto una loro quota che, attenzione, non è un contributo. E’ obbligo dei cofondatori stanziare il sostentamento necessario.
-A quanto pare le cose sono poi andate diversamente?
E’ storia di questi anni. Il Comune trovandosi in questi ultimi anni in grave crisi, da un lato, e, dall’altro, la Provincia, con la legge Del Rio, che ha visto lo smembramento dell’Assessorato alla Cultura, sono venuti meno, seppur in modo diverso, ai loro impegni.
-In termini concreti cosa è accaduto allora?
Che i due Enti non hanno potuto garantire il loro sostegno completo.La Biblioteca Civica, va detto, ha sofferto molto di questo stato, poiché le legittime quote a lei spettanti non sono mai state versate. Sotto la presidenza Iacucci, la Provincia per la verità ha comunque mantenuto il proprio impegno garantendo anche l’assistenza degli uffici provinciali nella gestione dall’Ente. Mentre il Comune non ha versato nulla per i suddetti problemi. Sappiamo che esso è stato poi commissariato.
-Oggi è cambiato qualcosa?
Arrivato il sindaco Franz Caruso la quota del Comune è stata ripristinata e con essa, quaranta mila euro, sono state pagate alcune mensilità ai Dipendenti. Per fortuna si sono affrontate diverse pendenze verso pubblico e privato. Anche la Provincia ha dato il proprio contributo con l’ausilio, che speriamo venga reso anche nel proseguo, degli uffici di tesoreria.
-Tutto regolare dunque?
Ancora per quest’anno la Provincia non ha versato la sua quota, e questo rappresenta motivo di grande apprensione nella proiezione gestionale dell’Ente.
-Ma chi avanza in realtà questi soldi?
I debiti sono verso i lavoratori, e soprattutto verso lo Stato.
-Di quanto personale parliamo?
Nel corso degli anni la Biblioteca Civica, che è passata da 26 dipendenti (di cui 16 persone proprie della Biblioteca e altri comandati dal Comune) in pianta organica, negli anni Ottanta, fino ad un solo Dipendente nel 2023. Che oggi svolge funzioni di ausiliario. Pochi dipendenti insomma in questi ultimi anni. Ne è rimasto uno, come le ho appena detto, con funzione di ausiliario. E a loro va comunque il mio grazie, e soprattutto l’impegno nel poter soddisfare le pendenze nei loro riguardi.
-Qual è la condizione attuale della Biblioteca?
Non abbiamo nessun sostegno per la digitalizzazione del nostro patrimonio, e neanche nessun sostegno per acquisti di nuovi testi. I volumi preziosi e rari soffrono invece a causa di un deperimento strutturale che mi pare sia abbastanza scontato e comprensibile.
-Chi vi è stato più vicino in questa fase di crisi?
Certamente la Soprintendente regionale dei beni archivistici, la dottoressa Giulia Barrera, a cui non finirò mai di dire grazie per la vicinanza costante nel monitorare i testi e affiancare il mio lavoro e il mio ruolo di Presidente in una fase di gestione assai difficile.
-Oggi però qui è tutto chiuso Presidente, e questo da anni…
Ha raione, per ora la Biblioteca Civica è chiusa per i lavori di restauro ad opera del Cis-Comune di Cosenza. I testi sono in fase di catalogazione da parte dello staff della Soprintendenza, che ha si è presa cura di organizzare un lavoro ricognitivo-riepilogativo-esaminativo assai complesso. La struttura è anche in fase di messa in sicurezza e la sistemazione dei testi da parte della Soprintendenza (nel Cis è presente anche il Segretariato regionale e gli uffici tecnici del Comune di Cosenza) è stata ormai avviata.
-Tutto dunque sotto controllo?
Le ripeto, tutto viene monitorato dalle autorità preposte a tale servizio. Si tratta del segretariato regionale Ale nella persona del dottor Sudano, del direttore della Biblioteca Nazionale di Cosenza, dottor Massimo de Buono, della Soprintendente archeologica della Calabria, la dottoressa Aurino, unitamente al responsabile del procedimento unico del Cis,il Tenente Colonnello Aquino.
-Non c’è un po’ di confusione dei ruoli?
In questi ultimi mesi si è tentato di sovrapporre all’autonomia di gestione dell’Ente altre voci, non autorizzate però a parlare.
-Presidente lo ha mai detto a qualcuno?
L’ho sottolineato più volte nell’audizione che io stesso ho avuto presso la Commissione Cultura del Comune di Cosenza, e al suo Presidente Mimmo Frammartino, qualche mese addietro. Le ricordo anche che la Commissione Cultura sostiene e appoggia la presidenza e il cda della Biblioteca stessa. Pubblicamente ho più volte inviato Istituzioni pubbliche e Privati a prendere in mano assieme all’Accademia le redini della Biblioteca Civica.
-Con che risultati Presidente?
Da una parte un apparente interesse palese, ma dall’altra un amaro concreto disinteresse nei fatti.
-Chi può salvarla?
Il grande patrimonio storico della Biblioteca Civica per essere salvato dal degrado occorre venga passato allo Stato. Il quale, peraltro, lo ha già vincolato ritenendolo di alto interesse culturale. Ecco l’iter, già in parte avviato dalla mia presidenza: la Biblioteca Civica e il suo patrimonio dovranno rimanere a Cosenza allocati in quel palazzo, il palazzo dell’Accademia Cosentina, ma per garantire tale vincolo ho proposto al Ministro un decreto “ad hoc”con il quale Cosenza rimanga la sede di questa nostra identità, che verrà passata alla Biblioteca Nazionale di Cosenza. L’Accademia Cosentina sarà ulteriore garante con il Comitato Scientifico di Accademici. All’Accademia Cosentina quindi la garanzia di tale salvataggio identitario.
-Eppure sembrava che in molti fossero pronti a salvarla?
Guardi, in questi anni in troppi davvero hanno detto di voler salvare la Biblioteca Civica, ma sono state tutte promesse fatue. La grande Biblioteca sta morendo, questa è la verità storica di questi giorni. Le dico anche che essa può ancora essere salvata.Il passaggio allo Stato è stato già varato con le tre delibere di Accademia, Comune e Provincia. Sotto la presidenza Succurro è stato assicurato l’impegno costante della Provincia, con l’impiego della tesoriera e della ragioneria. L’ultimo cda tenutosi il 24 maggio scorso ha dato risposte chiare: l’impegno di Comune e Provincia, di ripianare i debiti e risolvere le pendenze verso i Lavoratori, lo Stato e i Privati, secondo una tabella di marcia già scadenzata e fattivamente risolutiva. Quello che tutti devono mettersi in testa è che non si possono prendere impegni formali e poi procrastinare i tempi di risoluzione, sapendo che l’Ente è in grande agonia. Tutti i soggetti coinvolti devono invece intervenire e agire all’unisono.
-A quanto ammonta il debito della Civica?
Nell’assise pubblica di tre anni addietro il debito della Civica si aggirava attorno al milione e mezzo, ed è sempre più crescente.
-Che futuro immagina lei per la Biblioteca?
I lavori del Cis Cosenza, come ha sottolineato il consigliere dottor Francesco Alimena in cda unitamente alla consigliera dottoressa Maria Teresa De Marco, daranno un nuovo impulso all’Istituto Bibliotecario. Per ora, la Biblioteca è chiusa e rimarrà chiusa per i restauri strutturali. Altro non posso dirle.
-Lei crede che sia utile parlare dello stato di salute della Biblioteca?
Io credo che solo l’Ente morale Biblioteca Civica con il suo Organo di vertice, ossia il presidente, espressione dell’Accademia Cosentina, può deliberare e decretare i passaggi fondativi inerenti le decisioni dell’Ente Biblioteca. Tutte le altre voci sono libere azioni di chi vuole aiutare autonomamente l’Ente Biblioteca Civica, ma non parlano e non possono parlare né tantomeno stabilire in merito e per conto del Cda della Biblioteca Civica. Chi tenta di avere voci in capitolo senza una connessione con l’Ente morale produce cattiva informazione, che esprime solo volontà di apparire e, pertanto, nuoce alla Biblioteca Civica. Questa è la mia idea.
-So che lei continua a lavorare anche in questi giorni?
Avvolti dalla grande afa cosentina, l’Accademia continua a lavorare- Lo facciamo per preservare, tra mille difficoltà e impedimenti, la Biblioteca che proprio l’Accademia ha fondato e che non vuole muoia, ma continui il suo compito di faro culturale, non solo per la Calabria.Guai a fermarsi.
-Presidente, a chi vuole rivolgere oggi un appello di aiuto?
Al Ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, che sappiamo essere sempre molto disponibile verso i grandi centri di interesse culturale, e con il quale abbiamo già avuto contatti e riscontri".
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