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L'opera "Visione di Zaccaria nel Tempio", declassata nel 1960, è stata autenticata grazie alle tecnologie laser utilizzate per la "Ronda di Notte". Sarà esposta al pubblico dal 4 marzo.
L'opera "Visione di Zaccaria nel Tempio", declassata nel 1960, è stata autenticata grazie alle tecnologie laser utilizzate per la "Ronda di Notte". Sarà esposta al pubblico dal 4 marzo.
Il mondo dell'arte celebra il ritorno di un capolavoro perduto del maestro olandese Rembrandt van Rijn. Il Rijksmuseum di Amsterdam ha annunciato ufficialmente la scoperta di un nuovo dipinto intitolato "Visione di Zaccaria nel Tempio", un'opera del 1633 che era stata esclusa dal catalogo del maestro nel 1960.
Dopo decenni di oblio in una collezione privata, l'attuale proprietario ha spinto per un nuovo esame, portando a due anni di ricerche serrate.
L'autenticazione è avvenuta "utilizzando tecniche avanzate già impiegate durante il restauro su larga scala del dipinto di Rembrandt noto come 'La Ronda di Notte'", permettendo di confermare la mano del genio del Secolo d'Oro.
Il museo ha spiegato nel dettaglio le basi scientifiche del ritrovamento in un comunicato stampa ufficiale: "L'analisi dei materiali, le somiglianze stilistiche e tematiche, le modifiche apportate da Rembrandt e la qualità complessiva del dipinto confermano la conclusione che questo dipinto è un'opera autentica di Rembrandt van Rijn".
Le analisi hanno rivelato che i pigmenti utilizzati sono identici a quelli presenti in altre opere contemporanee del maestro e, come sottolineato dall'istituzione, "la tecnica pittorica e la stratificazione del colore sono inoltre paragonabili ad altre opere giovanili di Rembrandt".
La tela cattura un momento di intensa spiritualità, ritraendo il sommo sacerdote Zaccaria immerso nell'ombra, con i paramenti dorati che emergono grazie a una luce divina proveniente dall'angolo superiore destro, simbolo dell'apparizione dell'arcangelo Gabriele. L'opera risale al periodo in cui l'artista aveva 27 anni, subito dopo il suo trasferimento strategico da Leida alla capitale olandese.
Il direttore del Rijksmuseum, Taco Dibbits, ha commentato con entusiasmo il ritrovamento: "È meraviglioso che il pubblico possa ora scoprire di più sul giovane Rembrandt, che creò quest'opera così toccante poco dopo aver lasciato Leida per Amsterdam. È un bellissimo esempio del modo unico in cui Rembrandt racconta le storie".
Il dipinto, concesso in prestito a lungo termine al museo dal proprietario privato, diventerà uno dei punti di forza del percorso espositivo a partire dal prossimo 4 marzo.
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