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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 15:55

Auto, S&P rivede le stime: vendite in Europa su del 3-4% nel 2026, ma il crollo della Cina frena il mercato globale

Nel report Global Autos Outlook l'agenzia di rating alza le previsioni per il Continente grazie all'elettrificato, mentre la contrazione della domanda di Pechino spinge l'export e riduce la produzione mondiale a 88 milioni di unità al 2028.

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L'industria automobilistica europea mostra segnali di ripresa più solidi del previsto, ma il quadro globale resta appesantito dal drastico ridimensionamento del mercato cinese.

Secondo le ultime analisi pubblicate da S&P Global Ratings nel report Global Autos Outlook, le stime di vendita di veicoli leggeri in Europa per il 2026 sono state riviste al rialzo a un intervallo compreso tra il +3% e il +4% (rispetto a una precedente forbice tra -1% e +1%), portando i volumi complessivi tra Unione Europea, Regno Unito, Svizzera e Norvegia a circa 15,7 milioni di unità contro i 15,1 milioni del 2025.

Per gli anni successivi è attesa una decelerazione all'1-2% nel 2027 e una sostanziale stabilità attorno ai 16 milioni nel 2028, livello che rimane comunque inferiore del 10% rispetto ai volumi pre-pandemici del 2018.

A spingere le immatricolazioni europee è in particolare la penetrazione delle vetture elettrificate, con la quota congiunta di modelli elettrici a batteria e ibridi plug-in stimata da S&P al 30-35% nel 2026 e destinata a salire fino al 38-42% entro il 2028.

Contestualmente si consolida la presenza dei costruttori cinesi sul suolo europeo, dove la loro quota di mercato — escludendo il marchio Volvo — ha superato l'8% rispetto al 5,5% evidenziato a fine 2025. Un'espansione che aumenta la pressione competitiva sia sui segmenti generalisti che su quelli premium, pur senza innescare al momento dinamiche di aggressiva guerra dei prezzi.

L'andamento dell'Europa si muove tuttavia in controtendenza rispetto alla traiettoria globale, per la quale S&P prevede una flessione complessiva delle vendite del 3-4% nel 2026 dopo i 92,2 milioni di veicoli registrati nel 2025.

Il fattore determinante del rallentamento risiede proprio nella crisi dei consumi interni in Cina, le cui previsioni di vendita per il 2026 sono state tagliate a una contrazione compresa tra il 16% e il 19% (rispetto al -5/-7% stimato a maggio), con una discesa dai 27,3 milioni del 2025 a circa 22,5 milioni quest'anno, per poi assestarsi attorno ai 20 milioni nel 2028.

La debolezza della domanda locale e il progressivo riassorbimento degli incentivi statali stanno costringendo i produttori cinesi a dirottare la sovrapproduzione verso l'esportazione, rendendo inevitabile un processo di ristrutturazione e consolidamento industriale interno.

Negli Stati Uniti, al contrario, le vendite mostrano maggiore tenuta pur evidenziando un lieve calo dell'1-2% nel 2026, con volumi destinati a stabilizzarsi intorno ai 16 milioni di unità nei prossimi due anni grazie all'apporto di Suv, pickup e motorizzazioni ibride tradizionali.

Nel complesso, S&P stimando una contrazione della produzione mondiale di veicoli leggeri dai 93,1 milioni del 2025 ai circa 88 milioni del 2028, delinea un triennio caratterizzato da incertezze sui costi energetici, delle materie prime e del credito. Fattori a cui si aggiungono la redistribuzione delle forniture di microchip verso il comparto dell'intelligenza artificiale e la conseguente necessità per i gruppi automobilistici di avviare piani di razionalizzazione della capacità produttiva, taglio degli organici e semplificazione dei listini.

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