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  • Roma - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 16:40

Blocco dei tir, Urso alla Camera: “Il Viminale sta identificando i camionisti per rimuovere i presidi”

Il ministro chiarisce che impedire il transito ai soli mezzi pesanti configura reato penale. Rixi annuncia l'erogazione dei fondi, ma le proteste bloccano il Sud: aeroporti in Calabria senza carburante, autostrade in tilt e filiere agroalimentari al collasso.

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L'azione di contrasto dell'esecutivo contro i blocchi stradali dell'autotrasporto si sposta sul piano dell'identificazione e della rimozione dei presidi non autorizzati.

Rispondendo al question time alla Camera dei Deputati, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha fatto il punto sugli interventi in corso per ripristinare la viabilità e la logistica nelle regioni meridionali: “Sui blocchi stradali degli autotrasportatori al Sud il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, credo che sia significativo e emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi”.

Urso ha sottolineato come la gran parte delle sigle abbia sospeso la protesta a seguito delle rassicurazioni governative: “Le misure predisposte ieri sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni e ogni forma di protesta è stata sospesa. Rimangono sul campo dei presidi o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente, con comunicato congiunto, la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il paese dopo la riapertura del dialogo considerata positiva”.

L'impegno economico del governo è stato ribadito dal viceministro alle Infrastrutture ed alla Mobilità Sostenibili Edoardo Rixi: “I fondi per l'autotrasporto verranno già erogati da oggi, poi ci sarà un decreto legge, in cui verranno incluse tutte le misure su cui noi ci siamo impegnati. Richiediamo, ovviamente, di smobilitare i blocchi perché stanno creando grossi problemi ai cittadini, in particolare sugli approvvigionamenti agli ospedali e ai supermercati in alcune aree del paese, temiamo anche infiltrazioni di bande organizzate che nulla hanno a che vedere con l'autotrasporto. Se uno è fuori dalla legge, a un certo punto la legge va rispettata, siamo in un paese civile ancora e continueremo a essere in un paese civile”.

Sulla medesima linea si è espresso il vicepremier Antonio Tajani, ricordando che “le giuste rivendicazioni, le giuste manifestazioni per sollecitare interventi da parte del settore dell'autotrasporto non debbono però trasformarsi in un danno per i produttori e per i consumatori”.

Sulle risorse finanziarie è intervenuto anche il ministro dei Trasporti Matteo Salvini: “C'erano 430 milioni ai quali ne abbiamo aggiunti 50 di nuovi per l'aiuto per il caro carburante da marzo a ottobre. È stato uno sforzo enorme che copre il 70% dei maggiori costi con un prezzo fisso del gasolio per chi il gasolio lo usa per lavoro. L'obiettivo è arrivare alla fine dell'anno, sperando che queste due maledette guerre che stanno portando a questo caos finiscano”.

Salvini ha confermato che sono pervenute oltre 32mila domande per l'erogazione della misura.

Nonostante le aperture istituzionali, la situazione sul territorio resta critica. Le Unioni Industriali della Campania e di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani hanno espresso estrema preoccupazione in una nota congiunta: “La vertenza degli autotrasportatori richiede risposte immediate. L'attività produttiva è alla paralisi, per mancanza di approvvigionamenti. Il blocco deve cessare, altrimenti i danni per consumatori e imprese, già rilevanti, diventeranno insostenibili. Il blocco danneggia l'economia di Campania, Puglia e dell'intero Mezzogiorno, compromettendo inoltre l'erogazione di servizi pubblici essenziali”.

In Calabria, Rocco Colacchio, presidente di Confindustria Vibo Valentia, ha paventato il fermo totale delle attività nel volgere di due giorni: “Siamo in una situazione limite, fra 24 e 48 ore molte aziende saranno costrette a chiudere la produzione. Marchi storici e simbolo del nostro territorio come Callipo, Caffo, Monardo e realtà della filiera ortofrutticola come l'azienda Santa Croce della Cipolla sono completamente bloccati. La produzione è ferma e non sappiamo più come gestire i dipendenti e i turni di lavoro”.

Le ripercussioni toccano direttamente il settore dell'aviazione civile: l'Enav ha emesso un avviso NOTAM per informare che gli scali di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti sprovvisti di carburante per l'aviazione, imponendo ai piloti di pianificare i rifornimenti negli aeroporti di provenienza.

Disagi rilevanti si registrano sulle principali direttrici autostradali campane, con code di quattro chilometri tra Caserta Nord e il bivio A30 sull'A1 e rallentamenti sistematici alle barriere di Napoli Nord e Maddaloni. Le forze dell'ordine segnalano episodi sanzionabili e atti vandalici ai danni dei tir in transito, quali il taglio dei pneumatici e l'abbandono di copertoni sulla sede stradale per forzare l'adesione allo sciopero.

Cortei di trattori e mezzi pesanti si registrano inoltre nel Molise, a Campobasso, mentre la sigla Fedralog ha confermato l'intenzione di mantenere le agitazioni fino al 27 ottobre. In Sicilia si osserva la parziale smobilitazione dei blocchi a Palermo in via Oreto, mentre permangono i presidi dinanzi ai moli portuali del capoluogo, a Tremestieri nel Messinese e alla barriera di San Gregorio a Catania. A Battipaglia, infine, i lavoratori delle aziende agricole locali hanno distribuito gratuitamente confezioni d'insalata agli automobilisti in transito, nell'impossibilità di consegnare i prodotti deteriorabili alle catene distributive.

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