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  • Prima Notizia 24
  • Napoli - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 16:30

Napoli, occupata la sede dell'Università Federico II: “Mandiamo a casa il governo Meloni”

Studenti del Cau e di Ecologia Politica interrompono le attività nel plesso di Porta di Massa in vista dello sciopero generale del 30 ottobre. Nel mirino il carovita, la didattica a distanza annunciata dal rettore e i fondi destinati alle spese militari.

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Tensione al polo universitario di Porta di Massa dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, occupato dai militanti del Collettivo autorganizzato universitario Napoli (CAU) e di Ecologia politica Napoli (Ecopol).

L'azione ha determinato l'immediata interruzione di tutte le attività didattiche e amministrative della struttura, all'esterno della quale gli studenti hanno affisso uno striscione di protesta: "Per una vita degna, per una vita bella: Federico II occupata verso lo sciopero generale del 30 ottobre".

In una nota diffusa per spiegare le motivazioni del blitz, i collettivi hanno collegato la protesta alle difficoltà economiche generali e alla decisione dell'ateneo di convertire la didattica in modalità remota a causa dei disagi sui trasporti e sugli approvvigionamenti: "Scaffali vuoti nei supermercati, benzina diventata un bene di lusso, affitti triplicati, pomodori a 10 euro al chilo, trasporti pubblici fermi e oggi la Federico II manda una comunicazione a tutti gli studenti: didattica in presenza interrotta, da domani tutti in dad. Nell'e-mail del rettore Mazzucchi leggiamo che la didattica a distanza serve a 'mitigare i disagi per la comunità universitaria'".

Secondo gli occupanti, la scelta della governance universitaria si inserisce in un quadro di sofferenza strutturale non legato a fattori congiunturali: "Ma questi non iniziano oggi e non sono il frutto di una situazione straordinaria, ma il prodotto di precise scelte politiche: il definanziamento dell'università pubblica a favore della guerra, con almeno 4 miliardi di euro alle armi nella prossima finanziaria; il diritto allo studio che diventa un privilegio in città mangiate dalla speculazione dei grandi privati; un Paese dove i salari sono fermi da trent'anni e dove tutto costa sempre di più, persino il pane".

Gli studenti, che hanno convocato una conferenza stampa nel plesso occupato per la giornata di domani, hanno quindi indirizzato la protesta contro l'esecutivo nazionale: "Sappiamo cosa vogliamo, sappiamo come prendercelo e sappiamo chi sono i responsabili. Siamo una generazione che cresce nella mobilitazione ed è sempre più consapevole della propria forza. Mandiamo a casa il governo Meloni: contro il carovita, per una vita degna, per una vita bella, per tutti".

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