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  • Roma - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 17:25

Giappone, primo anno di governo Takaichi: consensi al minimo e nodi politici tra Iva, scandali e Cina

Il gradimento della prima premier donna scende al 49,1% a dodici mesi dal mandato. Nel mirino delle opposizioni il taglio delle imposte sui consumi e le dimissioni del ministro Yana, mentre pesano le tensioni con Pechino su Taiwan.

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Primo anniversario al governo tra difficoltà interne e tensioni internazionali per la premier giapponese Sanae Takaichi. Insediatasi il 21 ottobre 2025 come prima donna alla guida dell'esecutivo nipponico, la leader del Partito Liberaldemocratico registra il minimo storico nel gradimento dei cittadini, sceso al 49,1% secondo un sondaggio condotto da Kyodo News, mentre la maggioranza si avvia verso le elezioni amministrative della prossima primavera.

A pesare sul momento politico è la discussione in Parlamento per l'approvazione del pacchetto anti-inflazione, che prevede il taglio dell'imposta sui consumi di cibi e bevande dall'8% all'1% per due anni a partire dal prossimo aprile. Una misura contestata dalle opposizioni per la mancanza di tempestività immediata ma difesa dal capo del governo: “Una priorità politica fondamentale è ora rafforzare le contromisure contro l’aumento dei prezzi a livello globale”, ha dichiarato Takaichi a Tokyo, rivendicando l'efficacia dei sussidi statali sui carburanti per il contenimento dei listini della benzina.

L'iter legislativo appare tuttavia complesso per via della mancanza di maggioranza assoluta alla Camera Alta, a cui si aggiunge il piano di riduzione del numero dei deputati pattuito nell'accordo di coalizione con il Partito dell'Innovazione del Giappone.

Il quadro politico è stato ulteriormente complicato dalle recenti dimissioni del ministro dell'Agricoltura Kazuo Yana, stretto consigliere della premier coinvolto nel caso dei fondi politici del 2023 e scivolato su dichiarazioni relative a presunti tagli alle risorse stradali nei comuni sfavorevoli alla sua elezione.

Nel corso del suo primo anno, l'esecutivo Takaichi ha impresso una svolta conservatrice attraverso riforme al centro delle polemiche, tra cui la revisione della legge sulla Casa Imperiale che ha escluso la possibilità di un'imperatrice regnante, l'introduzione del reato di vilipendio della bandiera nazionale, l'istituzione del Consiglio nazionale di intelligence e la creazione di una "seconda capitale" ad Osaka per far fronte a eventuali emergenze nazionali.

Sul versante estero, se da un lato la premier ha consolidato l'asse strategico con Washington intensificando i colloqui con il presidente statunitense Donald Trump, dall'altro permangono le forti frizioni diplomatiche con la Cina. A congelare i rapporti con Pechino sono state le posizioni espresse da Takaichi nel novembre 2025, quando non ha escluso un impiego delle Forze di autodifesa giapponesi a fianco degli Stati Uniti nell'ipotesi di un conflitto militare a Taiwan.

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