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  • Verona - Mercoledì 24 Giugno 2026

Caldo record: Confagricoltura Verona lancia l'allerta su tenuta campagne e allevamenti

Il settore zootecnico registra cali produttivi legati allo stress termico del bestiame, mentre l'uso massiccio dei sistemi di ventilazione e pompaggio fa lievitare le spese aziendali per i rifornimenti energetici.

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La prolungata stabilità atmosferica e le temperature ben superiori alle medie stagionali stanno determinando una situazione di emergenza per il comparto primario della provincia di Verona.

Le costanti condizioni di siccità e irraggiamento colpiscono sia la resa dei terreni coltivati sia il benessere dei capi di bestiame nelle stalle, spingendo i rappresentanti di categoria a delineare un quadro di estrema vulnerabilità per le aziende locali.

A fare il punto sulla crisi è Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona: “Se continuerà questo caldo, con 15 ore di sole giornaliere e oltre 40 gradi al sole, anche irrigare diventerà una pratica inutile. Con questo livello di temperature bisognerebbe abbeverare le piante almeno ogni due o tre giorni, perché le temperature sono così alte che buona parte dell’acqua evapora velocemente. La situazione è molto seria”.

La tenuta del sistema irriguo territoriale dipende interamente dalla portata dei principali corsi d'acqua, la cui capacità idrica è sfruttata al massimo per compensare l'assenza di precipitazioni meteorologiche significative, a differenza di altre aree regionali dove la penuria di flussi è ancora più drammatica. “Qui da noi – aggiunge – stiamo reggendo finché l’Adige rimane su questi livelli, ma non so per quanto, perché i prelievi sono davvero consistenti e il consumo di acqua è spaventoso. Speriamo che piova, o quantomeno che si riducano le temperature. Il problema non è tanto il picco delle temperature, ma la durata delle stesse. Sono troppi giorni che il caldo non molla e, a quanto dicono le previsioni, andrà avanti così almeno per una settimana”.

Le ripercussioni negative si estendono dal mondo vegetale a quello dei grandi e piccoli allevamenti della provincia. I bovini destinati alla filiera casearia mostrano una netta contrazione nella resa di latte quotidiana, mentre i bovi da ingrasso rallentano i normali ritmi di sviluppo ponderale; analoghe difficoltà si riscontrano nei capannoni avicoli, dove la sopravvivenza dei volatili è legata all'attivazione a pieno regime dei dispositivi di climatizzazione forzata per contrastare il surriscaldamento ambientale. “Con costi che salgono vertiginosamente, dato che i prezzi di energia elettrica e gasolio sono ormai alle stelle”, conclude De Togni.

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