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Il leader di Azione boccia l'attuale coalizione progressista dai microfoni di La7. Per l'ex ministro la priorità resta la costruzione di un polo moderato capace di affrontare i grandi nodi internazionali.
Il leader di Azione boccia l'attuale coalizione progressista dai microfoni di La7. Per l'ex ministro la priorità resta la costruzione di un polo moderato capace di affrontare i grandi nodi internazionali.
Carlo Calenda torna a marcare la distanza dal resto della coalizione progressista, rilanciando la necessità di un progetto politico di centro.
Intervenuto durante la trasmissione televisiva L’aria che tira su La7, il segretario di Azione ha espresso un giudizio netto sulle prospettive del fronte guidato dal PD: questa coalizione di sinistra “non è in grado di governare. E credo lo sappiano anche loro. Credo ci voglia un’area centrale”.
Secondo l'ex ministro dello Sviluppo Economico, il dibattito politico nazionale dovrebbe spostarsi con più decisione su temi di respiro globale e strategico, superando le dinamiche interne ai partiti. “Si fa politica parlando di Ucraina, riarmo europeo ed energia”, ha aggiunto Calenda, sottolineando come la solidità di una futura proposta di governo debba misurarsi sulla capacità di dare risposte chiare alle grandi crisi del nostro tempo.
La sua analisi conferma la volontà di Azione di porsi come perno di una formazione centrale alternativa, capace di attrarre l'elettorato moderato insoddisfatto dalle attuali geometrie parlamentari.
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