
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 18 Maggio 2026
Coldiretti: domani a Strasburgo protesta dei giovani agricoltori contro la tassa sui fertilizzanti
Mobilitazione davanti al Parlamento UE in concomitanza con la presentazione del piano d'azione della Commissione. Nel mirino dei manifestanti c'è il meccanismo Cbam, giudicato una mazzata burocratica e fiscale che mette a rischio la sovranità alimentare.
I giovani della Coldiretti sono pronti a invadere Strasburgo per manifestare il proprio dissenso contro le ultime direttive europee. Domani, martedì 19 maggio, una fitta delegazione guidata dai movimenti giovanili dell'associazione sarà presente davanti alla sede del Parlamento europeo.
L'obiettivo della protesta è accendere i riflettori contro le politiche comunitarie, accusate di continuare a scaricare sulle spalle degli agricoltori e delle imprese agricole nuovi insostenibili costi e pesanti vincoli burocratici, elementi che minacciano direttamente la competitività del comparto e la stessa sovranità alimentare del Continente.
La mobilitazione di piazza è stata programmata nella fascia oraria che va dalle 10.30 alle 13.00, precisamente tra Rue Lucien Febvre e Pont Joseph Bech. La scelta della data e del luogo non è affatto casuale: nelle stesse ore è infatti attesa la presentazione ufficiale del piano d’azione sui fertilizzanti da parte della Commissione europea, in concomitanza con la riunione del collegio dei commissari.
I giovani agricoltori esporranno una serie di cartelli e intoneranno cori espliciti, portando all'attenzione dei palazzi europei slogan netti e privi di mediazione come “Fuori i fertilizzanti dal CBAM”, “Stop Von Der Tax”, “Ursula il tuo patto ci lascia al verde” e “Ursula ferti-lies”. Attraverso queste rivendicazioni, i manifestanti chiederanno con forza l'immediata sospensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam) applicato al comparto dei concimi e dei fertilizzanti.
Per la Coldiretti, questa misura si traduce nei fatti in un'ulteriore tassa a carico delle aziende agricole europee, introducendo un balzello economico che va a colpire un settore già fortemente penalizzato dal rincaro dei costi energetici, dalle criticità nelle catene globali di approvvigionamento e dalle forti tensioni geopolitiche internazionali.
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