Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, non gradisce la campagna elettorale in corso, “soprattutto perché non è basata sul confronto fra proposte e programmi di ciascuna delle forze in campo, ma piuttosto sulla denigrazione dell’avversario. Io mi sforzo di parlare ogni giorno delle cose che faremo, che penso interessino agli italiani più dello stucchevole e inutile ‘teatrino della politica’. Ma mi rendo conto di essere pressoché l’unico a farlo”.
E' quanto dice il Cavaliere, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera.
Per quanto riguarda le finanze pubbliche, il programma forzista prevede “sicuramente la flat tax al 23 per cento. È la rivoluzione copernicana non solo del fisco, ma del rapporto fra Stato e cittadino. E come insegna l’esperienza di altri Paesi un serio taglio alle tasse — lo fecero in America prima Kennedy e poi Reagan — crea benessere per tutti, riduce l’evasione e migliora le finanze pubbliche”.
Data l'influenza degli alleati, i forzisti rischiano di avere un ruolo del tutto marginale: “Il centrodestra vincerà perché Forza Italia ne fa parte. Senza di noi non vi sarebbe centrodestra, vi sarebbe una destra democratica, come c’è in altri Paesi, che raccoglierebbe un numero importante di voti, ma insufficiente a governare. Noi siamo i garanti del profilo liberale, cristiano, garantista, europeista, atlantico del futuro governo. Siamo il centro, quello vero, quello del Partito popolare europeo che orgogliosamente rappresentiamo in Italia”.
Per quanto riguarda l'emergenza dettata dal caro energia, Berlusconi appoggia il distacco dal gas russo entro due anni: “Sono d’accordo, se per quella data avremo fatto i rigassificatori, avremo realizzato i termovalorizzatori, avremo dato nuovo impulso alle energie rinnovabili, avremo fatto ripartire la ricerca sul nucleare pulito. Tutte cose che la sinistra ha bloccato”.
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