“L’emergenza abitativa è un tema di grande rilevanza sociale che va affrontato in maniera strutturale e con un approccio non emergenziale. Il problema si è fortemente acuito anche a causa della crisi economica e dei mutamenti demografici e socioeconomici: c’è una nuova e pressante domanda di edilizia residenziale pubblica.
Il disagio abitativo coinvolge non più solo le fasce economicamente svantaggiate ma si estende progressivamente ai ceti medi, evidenziando la necessità di un incremento della disponibilità di alloggi per una fetta più ampia di popolazione”.
Lo ha detto Tullio Ferrante, sottosegretario alle Infrastrutture, in Aula rispondendo ad una interrogazione urgente dei deputati Lupi e Calvo sull’emergenza abitativa.
“Innanzitutto – ha detto il sottosegretario - è necessario promuovere programmi di edilizia residenziale sociale, sia per affrontare i bisogni di famiglie in condizioni di fragilità sia per riqualificare le aree periferiche delle nostre città. Per questo, è indispensabile il superamento di programmi, interventi e stanziamenti una tantum.
Nell’ambito della programmazione strategica del MIT rientra il Programma di recupero e razionalizzazione alloggi ed immobili ERP, che ha messo a disposizione dei comuni e degli ex IACP oltre 814 milioni di euro per recuperare alloggi degradati; al 31 dicembre 2022 gli alloggi ammessi a finanziamento sono 44.758.
Inoltre, sono stati sottoscritti accordi di programma per la realizzazione di programmi innovativi di rigenerazione urbana, recupero e riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico e sociale con la Regione Lombardia e con la Regione Siciliana, oltre a un accordo in via di definizione con la Regione Lazio.
La frammentazione delle politiche abitative e dei programmi vigenti comporta procedure amministrative lente e macchinose, che hanno scontato procedure differenziate e lunghezza dei tempi attuativi.
L’obiettivo è quello di superare tale frammentazione la cui inefficacia è stata generata, in particolare, dalla mancanza di una visione di insieme e di un coordinamento tra i diversi interventi. È essenziale, quindi, che questa strategia sia condivisa con gli enti territoriali, che sono il livello di prima prossimità con le tante famiglie che lottano per il proprio diritto alla casa”, ha aggiunto.
“Il MIT è al lavoro per la realizzazione di un nuovo piano casa a livello nazionale, che rappresenterà una revisione organica dei provvedimenti attuali ed orientato ad una concezione multidimensionale dell’intervento pubblico, attraverso l’integrazione di diversi strumenti: programmi di rigenerazione urbana, edilizia sociale, valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica esistente e misure di sostegno mirate.
Tra queste ultime, anche il Fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e il Fondo morosità incolpevole, per le quali sono allo studio iniziative per il loro rifinanziamento nell’ambito di un programma pluriennale”, ha concluso.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24