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Nel giorno dell’82esimo anniversario dell’eccidio, le massime cariche dello Stato si stringono attorno al Mausoleo di Roma per onorare i 335 martiri della rappresaglia del 1944.
Nel giorno dell’82esimo anniversario dell’eccidio, le massime cariche dello Stato si stringono attorno al Mausoleo di Roma per onorare i 335 martiri della rappresaglia del 1944.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato questa mattina al Mausoleo delle Fosse Ardeatine per rendere omaggio alle vittime dell’eccidio nazista, in occasione dell’82esimo anniversario della tragedia. Alla solenne cerimonia di commemorazione hanno preso parte le più alte cariche istituzionali, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il ministro della Difesa Guido Crosetto, la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Attraverso un messaggio sui social, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha voluto sottolineare la gravità storica dell'evento: "In occasione dell’82esimo anniversario dell’eccidio onoriamo le 335 vittime delle Fosse Ardeatine, una delle pagine più drammatiche della nostra Nazione. Un crimine nazista che richiama tutti al dovere della memoria e alla responsabilità di difendere, ogni giorno, i valori della libertà, della dignità umana e della democrazia, affinché simili atrocità non si ripetano mai più".
Sulla stessa linea il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha definito l'eccidio nazifascista una "ferita profonda che richiama al rifiuto di ogni ideologia fondata sull’odio e sulla violenza", auspicando che la "doverosa memoria di quei fatti drammatici" si unisca a un impegno costante per il rispetto della persona.
Anche la ministra Elisabetta Casellati è intervenuta ricordando il 24 marzo 1944 come uno dei "crimini più atroci compiuti sul territorio italiano", commesso da forze occupanti mosse da "odio e vendetta". Per la ministra, coltivare la memoria è un "imperativo morale" e una difesa contro il riemergere di estremismi, poiché "a distanza di oltre 80 anni, il ricordo di quella tragedia parla ancora al presente".
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha descritto l'eccidio come una delle manifestazioni più feroci del terrore nazifascista, che portò "l’Italia al punto più basso della sua storia", ma da cui il Paese seppe uscire più forte grazie all'eroismo della Resistenza. Gualtieri ha concluso ribadendo l'importanza di una "memoria attiva" per coinvolgere i giovani: "Non si ha futuro se non si ha memoria, se non si ricorda da dove veniamo".
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