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  • Campobasso - Giovedì 15 Ottobre 2026, 17:50

Giallo di Pietracatella: individuate piante di ricino vicino casa delle vittime, proseguono le perquisizioni sui PC delle scuole

Gli investigatori della Squadra Mobile ipotizzano una preparazione artigianale del veleno, mentre proseguono gli accertamenti informatici su oltre duecento computer in quattro istituti scolastici del Molise.

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Svolta nelle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia quindicenne Sara Di Vita, decedute per avvelenamento da ricina: la sostanza tossica impiegata per il delitto potrebbe essere stata prodotta artigianalmente a partire da piante cresciute spontaneamente a breve distanza dai luoghi frequentati dalle vittime. 

Gli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso hanno, infatti, rintracciato diversi esemplari di ricino nella fascia di campagna compresa tra il comune di Riccia e il lago di Occhito, al confine tra il Molise e la Puglia. 

Secondo quanto ricostruito nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, le piante individuate sviluppano tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno le capsule contenenti i semi dai quali è possibile estrarre la tossina, avvalorando l'ipotesi che la ricina sia stata ricavata in modo domestico.

Parallelamente alle verifiche botaniche, le forze dell'ordine stanno conducendo un'estesa operazione di perquisizione e analisi informatica su circa duecento computer distribuiti in quattro differenti istituti scolastici della zona.

L'obiettivo degli inquirenti è risalire al terminale dal quale, lo scorso agosto, sarebbero state effettuate consultazioni e ricerche online relative al veleno, comprese richieste di informazioni avanzate sulla piattaforma Reddit da un utente presentatosi come scrittore.

Gli esperti della Polizia di Stato stanno impiegando un software specialistico per rintracciare termini chimici legati alla preparazione delle sostanze letali.

Dopo le prime verifiche svolte all'istituto agrario di Riccia — dove lavora come tecnico un familiare di una docente amica di Gianni Di Vita — gli agenti hanno ispezionato i ventuno computer del liceo scientifico dello stesso comune, senza effettuare sequestri.

Stamattina è scattata la terza fase dei controlli presso il liceo classico di Campobasso, istituto frequentato fino ai mesi scorsi da Sara Di Vita e da sua sorella Alice. Alla presenza dei tecnici informatici della struttura, la Squadra Mobile e lo Sco stanno esaminando i sessantatré terminali della scuola, in attesa di completare il ciclo di accertamenti nel liceo delle Scienze Umane di Casacalenda.

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