Giallo Mps, Commissione d'inchiesta: "Prove tangibili escludono il suicidio di David Rossi, è stato omicidio"

La Commissione parlamentare d'inchiesta ribalta il caso del manager precipitato a Siena: voto all'unanimità sulla nuova tesi. Riflettori sulla cravatta sparita e sui reperti manipolati, mentre la famiglia chiede indagini lontano dal distretto senese.

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Venerdì 06 Marzo 2026
Siena - 06 mar 2026 (Prima Notizia 24)

La Commissione parlamentare d'inchiesta ribalta il caso del manager precipitato a Siena: voto all'unanimità sulla nuova tesi. Riflettori sulla cravatta sparita e sui reperti manipolati, mentre la famiglia chiede indagini lontano dal distretto senese.

"Siamo qui perché finalmente, dopo tanti anni, grazie alle due perizie che sono state depositate abbiamo rinvenuto delle prove tangibili che escludono definitivamente il suicidio". Con queste parole categoriche Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta, ha dato il via a Siena alla presentazione del rendiconto di metà mandato, segnando un punto di non ritorno nella vicenda di David Rossi. La decisione dell'organo parlamentare è netta e priva di esitazioni: "Ne abbiamo preso atto anche in commissione questa settimana, votando all'unanimità che si tratta di un omicidio, non più di un suicidio, e quindi di andare avanti per trovare i colpevoli e il movente".

Il manager di Mps, volato dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni il 6 marzo 2013, non si sarebbe dunque tolto la vita. A sostegno di questa tesi, la Commissione ha presentato un video-ricostruzione basato sulle analisi del Ris e del medico legale, che evidenzia lesioni e dinamiche di caduta incompatibili con un gesto volontario. Un’attenzione particolare è stata rivolta alla scena del crimine e a ciò che manca: "C'è un altro elemento sulla vicenda, riguarda la cravatta che non è stata trovata, è possibile che sia stata utilizzata da chi era presente per ripulire tracce o impronte e poi portata via dall'ufficio", ha spiegato Vinci, ipotizzando un inquinamento delle prove finalizzato a coprire la presenza di terzi.

Anche i messaggi d'addio e i fazzoletti sporchi di sangue trovati nel cestino dell'ufficio vengono oggi reinterpretati. Secondo Vinci, tali reperti "potrebbero non essere datati 6 marzo", suggerendo che Rossi avesse vissuto una crisi un paio di giorni prima, testimoniata da piccoli tagli sul braccio che però "non erano idonei a provocare la morte e non indicano necessariamente una reale volontà suicidaria". Riguardo alla mail di allarme inviata ai vertici della banca, il presidente ha sottolineato: "Questo potrebbe indicare uno stato emotivo molto forte in quel momento, ma non necessariamente una decisione definitiva".

La famiglia del manager, attraverso i propri legali, invoca ora un intervento drastico della magistratura. L'avvocato Paolo Pirani è stato esplicito: "Oggi la procura di Siena ha il dovere di iscrivere un fascicolo per omicidio sul caso di David Rossi, non è più il momento di parlare su come è morto, ma ci si deve attivare per capire chi lo ha ucciso; ora mi aspetto che le indagini vengano affidate a qualche polizia giudiziaria che non sia dell'ambiente senese". Alle sue parole si sono aggiunte quelle di Carmelo Miceli, che ha contestato l'attuale inerzia delle indagini: "Pretendiamo che l'istanza di riapertura per omicidio sia presa sul serio e venga valutata con un'iscrizione a modello 44".

Vinci ha concluso ribadendo che la Commissione non si muove per suggestioni, ma su una coerenza di dati: "Questa, per ora, è un'ipotesi, non pretendo che sia la verità assoluta, ma è una ricostruzione che, allo stato attuale, combacia con molti degli elementi che abbiamo raccolto. Se qualcuno riuscirà a proporre un'ipotesi alternativa che spieghi tutti questi elementi, noi la valuteremo ma al momento questa ricostruzione appare coerente con la dinamica che abbiamo ricostruito fino ad oggi".


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