Ingv: "Sisma profondo nel Golfo di Napoli avvertito in tutta Italia, dal Trentino alla Sicilia"

Magnitudo 5.9 a 414 chilometri di profondità: la terra trema a mezzanotte ma l'ipocentro nel mantello evita danni a cose e persone.

(Prima Notizia 24)
Martedì 10 Marzo 2026
Napoli - 10 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Magnitudo 5.9 a 414 chilometri di profondità: la terra trema a mezzanotte ma l'ipocentro nel mantello evita danni a cose e persone.

Una scossa di terremoto di magnitudo 5.9 ha attraversato l'Italia nelle prime ore della notte, con un epicentro localizzato nel Golfo di Napoli a una profondità record di 414 chilometri.

Questo evento sismico, registrato dai sismografi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle 00:03, si distingue nettamente dai classici terremoti crostali italiani per la sua origine nel mantello terrestre, ben al di sotto degli strati superficiali dove solitamente si sprigiona l'energia distruttiva.

Proprio questa collocazione ipocentrale così profonda ha permesso alle onde sismiche di viaggiare indisturbate per centinaia di chilometri, venendo percepite in modo lieve ma diffuso in quasi tutte le regioni, dalle Alpi fino alle coste della Sicilia. Il monitoraggio in tempo reale, alimentato dalle migliaia di segnalazioni giunte attraverso il portale "Hai sentito il terremoto?", ha permesso di tracciare una mappa della percezione che copre l'intero territorio nazionale con intensità comprese tra il secondo e il quarto grado della scala Mercalli.

Al Nord, il tremore è stato nitidamente avvertito in centri come Trento, Padova e Milano, mentre lungo la fascia tirrenica e adriatica le testimonianze sono giunte numerose da Bologna, Firenze, Ancona e Roma.

Nel Mezzogiorno, oltre alla naturale apprensione nel Napoletano e nel Salernitano, la scossa ha svegliato molti residenti anche in Calabria e Sicilia, in particolare nelle aree metropolitane di Messina, Palermo e Catania.

L'assenza di danni a edifici o infrastrutture è spiegata dalla natura stessa di questo fenomeno: un sisma così profondo perde gran parte della sua capacità di scuotimento violento nel momento in cui raggiunge la superficie, trasformandosi in un'oscillazione lenta e prolungata che non sollecita le strutture in modo critico.

Gli esperti dell'INGV sottolineano come la propagazione radiale di un evento di tale magnitudo, pur non rappresentando un pericolo immediato, offra dati preziosi per lo studio della dinamica del sottosuolo profondo tra la placca africana e quella euroasiatica.

La grande partecipazione dei cittadini alla raccolta dati via web ha confermato ancora una volta la capillarità del sistema di sorveglianza sismica nazionale, capace di registrare la risposta del Paese anche di fronte a eventi naturali così insoliti per la loro estensione geografica.


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