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Economia

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 11:45

L'inflazione sfiora il 5% per la spinta del caro energia, Confcommercio: "Consumi e Pil tengono, ma il quadro resta complesso"

Le stime di ottobre della Confederazione evidenziano tensioni sui prezzi di petrolio e alimentari con un costo della vita al 4,7%, ma l'economia italiana mostra resilienza con un Prodotto Interno Lordo stimato in crescita dell'1% nel 2026.

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Un quadro congiunturale condizionato dalle instabilità geopolitiche e dalla recrudescenza dei costi energetici, al cui interno il tessuto economico nazionale continua tuttavia a mostrare segnali di tenuta.

È la fotografia scattata dall'ultimo rapporto sulla Congiuntura curato da Confcommercio, che per il mese di ottobre prospetta un deciso rialzo della spinta inflazionistica: "La situazione internazionale rimane molto complicata. Il perdurare delle tensioni su tutta la filiera degli energetici acuisce i timori di un'accelerazione dell'inflazione. La nostra stima per il tasso d'inflazione di ottobre è 4,7%. Il 5% è, purtroppo, in vista. Il superamento del 2% della core inflation pure. Non è un destino e tutto resta possibile".

L'analisi dell'ufficio studi sottolinea come l'impennata delle quotazioni del greggio, condizionata dai conflitti in Medio Oriente, riduca i margini di manovra per contenere i prezzi, posticipando le prospettive di rientro: "gli spazi per evitare i suddetti pessimi risultati si restringono ogni giorno che passa con un Brent tra i 100 e 110 dollari al barile.

La sostanziale coincidenza delle quotazioni spot e con consegna dicembre prossimo non fa ben sperare. Eppure, l'economia italiana ha evidenziato, sulla base degli indicatori in alta frequenza, una sostanziale tenuta, sebbene nella parte finale dell'estate si registri un moderato rallentamento della fase espansiva. La produzione industriale, tra alti e bassi, non riesce a trovare la strada di recupero deciso, l'occupazione non cresce, ma neppure si riduce e, anzi, staziona sui massimi di sempre, la fiducia di famiglie e imprese si muove lungo un percorso accidentato".

Sul fronte della domanda interna e della contabilità nazionale, la spesa dei cittadini rimane sostenuta dai flussi turistici e dalla ripresa degli acquisti di beni durevoli, permettendo di confermare le proiezioni di crescita economica complessiva per l'anno in corso: "Ciò nonostante, la domanda delle famiglie si mantiene in moderata ma significativa crescita, sostenuta anche da un turismo in ulteriore espansione. La nostra stima è di una crescita del Pil per il mese di ottobre dello 0,2% congiunturale e dell'1,0% tendenziale. Nel complesso del terzo trimestre la disponibilità di maggiori informazioni ci porta a confermare l'indicazione di una crescita dello 0,1% sul secondo quarto del 2026 e allo 0,9% su base annua, risultati che, da un lato, identificano la misura del rallentamento e, dall'altro, consentono di riproporre la nostra stima di una variazione dell'1,0% nel complesso dell'anno".

A pesare maggiormente sul bilancio familiare rimangono la fattura energetica e i beni alimentari freschi, in un contesto in cui la convergenza verso gli obiettivi fissati dalle banche centrali appare procrastinata nel tempo: "In questo scenario la criticità principale continua a essere rappresentata dal riacutizzarsi dell'inflazione che, sulla spinta delle pressioni sui prezzi del petrolio e del gas generate dal conflitto in Medio Oriente, ha toccato a settembre il 4,2%. La nostra stima per il mese di ottobre è di una variazione dello 0,2% dei prezzi al consumo su settembre e del 4,7% su base annua. A spingere l'inflazione continuano a essere principalmente la componente energetica e le tensioni sugli alimentari freschi. Allo stato attuale il ritorno a valori in linea con i target della politica monetaria potrebbe realizzarsi solo nella tarda primavera del 2027", conclude la nota dell'associazione di categoria.

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