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- Venezia - Mercoledì 10 Giugno 2026
La Fenice, Beatrice Venezi impugna il licenziamento: "E' nullo e discriminatorio". Il Teatro replica: "Siamo sereni"
La direttrice d'orchestra contesta tramite Pec il recesso comunicato ad aprile dal sovrintendente Nicola Colabianchi e rivendica il diritto di rimanere alla guida musicale fino al 2030. La Fondazione esclude qualsiasi ipotesi di accordo economico. Congelata per il momento la scelta del nuovo direttore musicale.
La presentazione della nuova stagione lirica del Teatro La Fenice viene investita da una pesante coda giudiziaria e da uno scontro frontale ai vertici artistici. La direttrice d’orchestra Beatrice Venezi ha formalmente impugnato il provvedimento di recesso dal rapporto di collaborazione con la prestigiosa fondazione veneziana, che le era stato notificato il 26 aprile scorso dal sovrintendente Nicola Colabianchi.
La notizia, lanciata da Repubblica.it, fa riferimento a una Pec inoltrata dai legali della direttrice d'orchestra alla vigilia del lancio del cartellone 2026/2027. Nel documento, Venezi respinge fermamente la risoluzione del rapporto di lavoro, bollandola come un atto “nullo e discriminatorio”, e riafferma con forza la propria intenzione di dare regolare seguito alle prestazioni professionali concordate, che l'avrebbero legata al teatro d'opera fino al 2030.
I legali della musicista parlano di un provvedimento “nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio”, lamentando il carattere del tutto generico delle motivazioni addotte dalla Fondazione e la mancata specificazione delle precise dichiarazioni contestate alla loro assistita.
Secondo la ricostruzione difensiva, Venezi avrebbe appreso solo tramite la stampa della nota con cui Colabianchi, il 26 aprile, decretava la fine della collaborazione a causa di “presunte e apodittiche dichiarazioni” rilasciate a una testata giornalistica internazionale, ritenute lesive per l'immagine del teatro.
I legali precisano inoltre che il legame professionale era stato “costituito con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, decorrente dal 1° ottobre 2026 al 5 marzo 2030”.
Nonostante la rottura, la direttrice d'orchestra “conferma che - in ossequio all'impegno contrattuale assunto - intende continuare a mettere a disposizione della stessa Fondazione le proprie energie e prestazioni artistiche professionali e compiere tutte le attività professionali, organizzative e produttive preliminari ed essenziali al rapporto lavorativo siglato tra le parti, nonostante le numerose attività ostative ad oggi poste in essere dalla dirigenza apicale al fine di limitare ed impedire l'esecuzione delle stesse prestazioni lavorative”, riservandosi di avviare le azioni legali più opportune per salvaguardare i propri diritti.
La risposta del Teatro La Fenice non si è fatta attendere ed è arrivata per bocca dello stesso sovrintendente Nicola Colabianchi proprio in apertura della conferenza stampa di presentazione della nuova stagione teatrale. I vertici della fondazione lirico-sinfonica mostrano assoluta fermezza, escludendo categoricamente qualsiasi margine di trattativa o di transazione finanziaria per chiudere la controversia in via stragiudiziale: “Beatrice Venezi può procedere, ovviamente. Noi non abbiamo nessun problema, i nostri avvocati risponderanno”. Il capo del teatro veneziano ha ostentato piena sicurezza in merito alla correttezza dell'iter amministrativo seguito dagli uffici interni: “Per quello che ci riguarda siamo totalmente tranquilli. Non ci preoccupiamo di questo e lo rimandiamo alle sedi opportune”.
Colabianchi ha poi ribadito il concetto aggiungendo: “Stiamo parlando con i nostri avvocati e ci daranno l'indicazione opportuna su quella che è la condotta da tenere. Però lo ripeto, noi siamo totalmente sereni perché abbiamo rispettato tutto dal punto di vista contrattuale”.
Il terremoto manageriale ha inevitabilmente indotto la governance a congelare e rinviare le decisioni relative alla successione sul podio, optando per una linea di estrema prudenza gestionale al fine di non esacerbare ulteriormente il clima di tensione. “Per il momento non c'è una scelta precisa di quella che può essere una figura opportuna per il ruolo della direzione musicale”, ha ammesso il sovrintendente, legando la pausa di riflessione proprio alla necessità di fare sbollire le polemiche sollevate dal licenziamento della direttrice d'orchestra: “Adesso siamo freschi di questo episodio di Beatrice Venezi, quindi aspettiamo un pochino prima di fare delle valutazioni”.
L'individuazione di una nuova bacchetta resta un traguardo programmatico importante per lo sviluppo artistico del teatro, ma i tempi si dilatano: “Rappresenta una crescita ed è sicuramente un'opzione che teniamo in considerazione ma dipende da quella che sarà l'opportunità. Al momento aspettiamo ancora qualche mese prima di prendere decisioni, anche perché la questione ha suscitato tanta attenzione e quindi ci orientiamo verso una maggiore ponderazione. Poi dobbiamo individuare una persona che abbia le caratteristiche ideali, valutare quali potrebbero essere le figure internazionali che possano portare il maggior valore aggiunto”.
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