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- Roma - Lunedì 7 Settembre 2026
Caso Pierina, Dassilva torna a parlare dopo l’assoluzione: "Manuela? Forse mi ha accusato per proteggere qualcuno o se stessa"
Prima intervista televisiva per il 36enne dopo la sentenza di primo grado sull’omicidio di Pierina Paganelli. A “Ore 14” racconta la paura prima del verdetto e il difficile ritorno alla normalità. Su Manuela Bianchi: "Non ho niente da dirle". Ora attende l’appello.
[16:49, 07/09/2026] Pizzuto: La libertà ritrovata, la paura che non scompare con una sentenza e soprattutto una domanda che Louis Dassilva continua a porsi: perché Manuela Bianchi lo abbia indicato, seppure indirettamente, come responsabile dell’omicidio di Pierina Paganelli.
Assolto in primo grado dall’accusa di avere ucciso la 78enne il 3 ottobre 2023, Dassilva ha scelto la televisione per tornare a parlare pubblicamente.
Lo ha fatto a “Ore 14” su Rai 2, intervistato da Salvo Sottile, ripercorrendo alcuni dei momenti più difficili della vicenda giudiziaria che lo ha visto per lungo tempo al centro delle indagini.
Il primo ricordo è quello della lettura della sentenza. Un momento che, racconta, non sarebbe riuscito neppure a comprendere immediatamente. La tensione e la paura erano ancora troppo forti. Solo dopo avrebbe realizzato il significato di quelle parole: era stato assolto e poteva tornare libero.
Dassilva racconta di essersi affidato molto alla fede durante la detenzione e, soprattutto, nelle ore precedenti al verdetto. Ma uscire dal carcere, sostiene, non significa automaticamente riuscire a riprendere la vita di prima. Il peso di un'accusa di omicidio resta anche dopo un'assoluzione in primo grado.
Alla domanda su chi continui eventualmente a considerarlo colpevole, il 36enne affida la risposta alla magistratura: "L’ultima parola ce l’ha la giustizia".
È però sul rapporto con Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli, che l’intervista entra nel terreno più delicato. Tra Dassilva e la donna c'era stata una relazione extraconiugale, elemento che aveva assunto un ruolo centrale nell'impostazione accusatoria. Il 36enne continua però a respingere l'idea che quel rapporto potesse rappresentare il movente di un omicidio e oggi si interroga sulle ragioni del comportamento di Manuela. "Forse l’ha fatto per vendetta, per proteggere qualcuno o se stessa", afferma parlando delle accuse arrivate dalla donna.
È una sua interpretazione, già sostenuta in termini analoghi dalla difesa, e non un elemento accertato giudiziariamente.
Dassilva ridimensiona inoltre la natura della relazione con Bianchi, definendola essenzialmente fisica. La persona che dice di amare è la moglie Valeria Bartolucci, rimasta al suo fianco durante la lunga vicenda giudiziaria.
Il capitolo processuale, comunque, non può considerarsi definitivamente chiuso. Dopo l'assoluzione di primo grado, Dassilva guarda infatti al successivo passaggio giudiziario e dice di attendere l'appello con la stessa fiducia mantenuta fin dall'inizio.
E Pierina? Per la donna uccisa racconta di avere pregato molte volte.
Diverso il messaggio rivolto a Manuela Bianchi: "Non ho niente da dire". Parole che fotografano quanto profonde siano rimaste le fratture prodotte da un caso giudiziario che per anni ha acceso l'attenzione nazionale.
La sentenza di primo grado ha stabilito l'assoluzione di Dassilva; ora saranno gli eventuali successivi gradi di giudizio a scrivere il resto della storia processuale.
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