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- Firenze - Lunedì 7 Settembre 2026
Femminicidio di Lorena Isceri, autopsia e cellulari al centro dell’inchiesta: si indaga sulla premeditazione
La Procura di Firenze vuole ricostruire le ore e le settimane precedenti alla tragedia sull’A1. Esami sui corpi di Lorena e dell’ex fidanzato Federico Vella, accertamenti tossicologici sull’uomo e copia forense di tre telefoni. Gli investigatori cercano elementi utili a chiarire se il delitto fosse stato pianificato.
L’inchiesta sulla morte di Lorena Isceri entra nella fase degli accertamenti medico-legali e digitali. La Procura di Firenze punta ora a ricostruire nel dettaglio ciò che è avvenuto prima della tragedia del 4 settembre sull’autostrada A1 e, soprattutto, a verificare se l’uccisione della donna fosse stata premeditata.
Secondo la ricostruzione investigativa, Lorena sarebbe stata uccisa dall’ex fidanzato Federico Vella, che avrebbe gettato il suo corpo da un viadotto dell’A1 nel territorio di Barberino del Mugello, per poi togliersi la vita con la stessa modalità. Il pubblico ministero Antonio Natale ha disposto l’autopsia su entrambi i corpi.
Per Vella sono previsti anche esami tossicologici finalizzati a verificare l’eventuale assunzione, prima dei fatti, di sostanze stupefacenti, anabolizzanti o psicofarmaci.
Particolarmente importanti saranno gli accertamenti sul corpo di Lorena. I medici legali dovranno stabilire se la donna fosse già morta prima della caduta dal viadotto e chiarire l’origine dei lividi riscontrati: occorrerà comprendere se siano conseguenza dell’impatto oppure se alcune lesioni siano state provocate precedentemente.
Gli investigatori stanno inoltre cercando di ricostruire quanto sarebbe accaduto prima dell'arrivo sull'autostrada. Uno degli elementi da approfondire riguarda la presenza di Vella nei pressi dell'abitazione della donna, in via Panciatichi, nel quartiere fiorentino di Rifredi. Secondo quanto emerso, alcuni vicini lo avrebbero notato aggirarsi nella zona.
È proprio la sequenza delle azioni precedenti al delitto a poter assumere un peso determinante nella verifica dell’eventuale premeditazione.
Parallelamente agli accertamenti medico-legali si apre il fronte digitale. Il pm ha disposto la copia forense di tre telefoni cellulari sequestrati. Messaggi, chiamate e altri dati eventualmente recuperabili potrebbero consentire agli investigatori di ricostruire i rapporti tra Lorena e l’ex fidanzato e ciò che è accaduto nelle settimane immediatamente precedenti alla morte.
L'indagine della Procura fiorentina prende in considerazione le ipotesi di sequestro di persona finalizzato all'omicidio e femminicidio aggravato dalla premeditazione. Gli accertamenti serviranno a definire con maggiore precisione la dinamica e la qualificazione giuridica dei fatti.
L'autopsia è stata programmata all'Istituto di medicina legale di Firenze. Per le conclusioni degli accertamenti è previsto un termine di 90 giorni. Dopo il dolore e gli appelli del padre di Lorena alle istituzioni affinché tragedie simili possano essere prevenute, la vicenda entra dunque in una fase decisiva sul piano investigativo.
Saranno soprattutto autopsie, tossicologia e contenuto dei dispositivi digitali a dover aiutare la Procura a ricostruire gli ultimi momenti della vita della donna e a stabilire se dietro quanto accaduto sull’A1 vi fosse un piano preparato in precedenza.
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