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- Torino - Lunedì 7 Settembre 2026
Torino, 13enne molestata: Piantedosi valuta la revoca della protezione speciale all’indagato
Il ministro dell’Interno interviene sul caso del cittadino bengalese accusato di molestie nei confronti di una minorenne e scarcerato: "Decisione molto singolare". La Procura ha impugnato il provvedimento. Il Viminale attende gli sviluppi giudiziari per verificare la possibilità di revocare la protezione speciale.
Il caso della tredicenne che sarebbe stata molestata a Torino da un cittadino bengalese arriva sul tavolo del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il titolare del Viminale ha annunciato che, una volta chiarito il quadro giudiziario, sarà valutata anche la possibilità di revocare la protezione speciale riconosciuta all’uomo.
Intervenendo ad Agorà su Rai 3, Piantedosi ha commentato la decisione che ha portato alla scarcerazione dell’indagato, senza nascondere le proprie perplessità.
"Io ho sempre molto rispetto delle decisioni giudiziarie, però francamente è molto singolare", ha affermato il ministro, ricordando che il provvedimento è stato impugnato dalla stessa Procura della Repubblica e che, di conseguenza, si attendono ora le successive determinazioni dell’autorità giudiziaria.
Sul caso si apre però anche un secondo fronte, quello relativo alla permanenza dell’uomo in Italia. Piantedosi ha infatti sottolineato che al cittadino bengalese era stata precedentemente riconosciuta da un tribunale la protezione speciale, una condizione sulla quale il ministero dell’Interno potrebbe tornare a intervenire alla luce dell’esito del procedimento.
"Stiamo aspettando l’esito giudiziario per valutare anche se c’è la possibilità di revocargli la protezione speciale", ha spiegato il ministro.
La posizione dell’indagato resta dunque legata innanzitutto all’evoluzione dell’inchiesta e alle decisioni della magistratura. L’impugnazione presentata dalla Procura mantiene aperta la partita giudiziaria sulla scarcerazione, mentre il Viminale segue gli sviluppi per stabilire se sussistano i presupposti previsti dalla normativa per intervenire sullo status di protezione.
Una vicenda particolarmente delicata sia per la minore età della presunta vittima sia perché intreccia due piani che devono rimanere distinti: l’accertamento delle responsabilità penali, affidato alla magistratura, e la valutazione amministrativa sulla protezione speciale.
Le prossime decisioni giudiziarie saranno quindi determinanti non soltanto per definire la posizione dell’uomo rispetto alle accuse contestate, ma anche per gli eventuali provvedimenti che potranno essere assunti sul fronte della sua permanenza in Italia.
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