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  • Roma - Martedì 20 Ottobre 2026, 18:00

Manovra, il monito di Messina (Intesa Sanpaolo): “Sulle banche accordi già presi, ora serve rispetto reciproco”

L'amministratore delegato interviene al Forum dell'agricoltura: “Dagli istituti di credito arrivano 25 miliardi di imposte allo Stato. Se servono altre risorse, contribuiscano tutte le grandi aziende con utili sopra i 500 milioni”.

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Un chiaro richiamo al rispetto degli intese pregresse e al principio di equità fiscale nell'ambito del dibattito sulla Manovra economica.

Intervenendo al Forum internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione, l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha espresso una presa di posizione netta sul possibile contributo straordinario richiesto al settore creditizio: “Non c'è un solo settore che deve pagare in un momento di difficoltà, anche a fronte di accordi già presi. Noi l'anno scorso abbiamo raggiunto un accordo per un contributo triennale che sarebbe stato quello richiesto alle banche per i prossimi tre anni. Io ci ho creduto”.

Il banchiere ha ricordato la genesi dell'intesa: “Noi avevamo proposto di farlo solo annuale, ma ci hanno detto di farlo triennale perché così si sarebbe data stabilità al bilancio pubblico e anche alle banche. Per questo oggi è necessario fare squadra”.

Nel corso del suo discorso, l'ad del primo gruppo bancario italiano ha risposto alle polemiche sui profitti del settore finanziario, rivendicando il cospicuo gettito fiscale generato a beneficio delle casse pubbliche: “Oggi si parla moltissimo degli utili delle banche, che erano gli utili che si sapevano l'anno scorso che si sarebbero realizzati. Ma quello che non si dice è che a fronte dei 50 miliardi di utili lo Stato Incasserà 25 miliardi di imposte. Quest'anno 25 miliardi di euro di spesa pubblica sarà finanziata dalla banche, quindi mi piacerebbe che quando si parla di utili si dicesse anche dei 25 miliardi”.

Messina ha infine delineato la cornice entro cui valutare eventuali nuovi prelievi, sollevando un tema di costituzionalità e parità di trattamento tra comparti produttivi: “L'interesse del governo è l'interesse delle banche, io la vedo così. Poi se devono essere valutati interventi diversi allora tutte le aziende che hanno utili superiori a 500 milioni, quelle aziende che guadagnano tanto, potranno contribuire. Perché non puoi andare contro un settore, contro una categoria. Per questo ci deve essere un'attenzione a fare in modo che sia generalizzata la visione su questi interventi”.

Il manager ha infine ribadito la disponibilità degli istituti a collaborare con l'esecutivo, ma nei limiti del mandato ricevuto dal mercato: “La disponibilità delle banche a sostenere anche progetti diversi di dismissione del patrimonio pubblico, questa è una disponibilità assoluta. Le banche sono pronte a fare di tutto per far funzionare correttamente questo Paese, ma noi abbiamo degli azionisti, siamo degli amministratori per conto dei nostri azionisti, e non possiamo prendere delle responsabilità per delle cose che vengono fatte in modo non trasparente e non coerenti con quelli che erano gli accordi presi. Noi abbiamo sempre aiutato il governo e continueremo a farlo, ma deve esserci rispetto reciproco”.

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