Mariner: Per Mosca concluso lo "spirito di Anchorage"

Secondo il principale quotidiano russo, le risposte potrebbero essere molteplici, dall'abbordaggio di navi USA alla confisca di aziende a stelle e strisce fino al bombardamento di beni nord americani in Ucraina

di Renato Narciso
Venerdì 09 Gennaio 2026
Mosca - 09 gen 2026 (Prima Notizia 24)

Secondo il principale quotidiano russo, le risposte potrebbero essere molteplici, dall'abbordaggio di navi USA alla confisca di aziende a stelle e strisce fino al bombardamento di beni nord americani in Ucraina

Il sequestro del Mariner ha convinto Mosca che Washington non ha assolutamente "alcun interesse per i suoi interessi".

E questo toglie la speranza a chi crede ancora nello "spirito di Anchorage".

Lo riporta il quotidiano russo Pravda.

Il blocco imposto dagli USA, secondo il quotidiano moscovita, doveva servire da esempio di punizione per Caracas, affinché nell'America latina capissero “chi comandava”.

Il secondo obiettivo sarebbe quello di fare pressione sulla Russia affinché accetti un cessate il fuoco in Ucraina, inaccettabile per Mosca.

La storia del sottomarino nucleare della Marina russa e delle navi che si sarebbero mosse per raggiungere la petroliera non è stata confermata da fonti governative.

Da Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino, a Sergej Lavrov, miistro degli esteri, per non parlare di Putin, tutti rimasti in silenzio.

 Sempre secondo la Pravda la notizia sarebbe un falso, progettato per indurre i media occidentali a parlare della "debolezza di Mosca".

Il Cremlino ha chiesto ufficialmente l'immediato rilascio dell'equipaggio e la restituzione della nave, affermando che si riserva il diritto di adottare qualsiasi misura di ritorsione.

Il Ministero degli Esteri russo invece ha chiesto a Washington di garantire un trattamento umano e dignitoso ai cittadini russi a bordo della nave, che sono sei (o addirittura due), mentre gli altri sono ucraini e georgiani.

E' ipotizzabile che il capitano della petroliara, che si è rifiutato di obbedire alla Guardia Costiera statunitense, sia russo quindi la sua iniziativa è stata appoggiata da Mosca (forse addirittura ordinata).

Il Ministero degli Esteri russo ha inoltre avvertito che le conseguenze "potrebbero essere solo un ulteriore aumento delle tensioni politico-militari nella regione euro-atlantica, nonché una visibile riduzione della soglia per l'uso della forza contro la navigazione pacifica".

I media russi hanno invocato una risposta simmetrica, ovvero l'invio di convogli e l'impiego di compagnie militari private sulle petroliere.

Tuttavia, ciò rischia chiaramente di provocare uno scontro diretto con gli USA, che Mosca al momento non è disposta ad affrontare, in quanto priva delle risorse che l'Ucraina sta sottraendo.

Ciò non significa che Mosca non potrebbe rispondere.

Lo scorso 29 dicembre, il Dipartimento di Stato USA ha fortemente raccomandato ai propri cittadini di lasciare la Russia, paventando pericoli di rappresaglia poiché gli USA hanno dichiarato di voler perseguire penalmente l'equipaggio del Mariner.

Ci sono sempre motivi di arresto (dato che ci sono molte spie), e la Russia ha un ottimo controspionaggio.

La legislazione russa, modificata nel maggio 2025, consente la limitazione dell'immunità dei beni statali stranieri all'interno della Federazione Russa in base al principio di reciprocità.

Ciò fornisce una base giuridica per il sequestro di proprietà statunitensi in Russia come ritorsione per azioni contro le navi russe.

E la quantità di questi beni è notevole; le aziende USA a differenza di quelle europee, non hanno lasciato la Russia.

La Russia potrebbe anche sequestrare il carico di navi battenti bandiera USA che transitano nelle acque territoriali russe o che fanno scalo nei porti russi, o che viaggiano lungo la rotta del Mare del Nord, con il pretesto di effettuare ispezioni di sicurezza o ambientali.

Tuttavia, sembra che la risposta avverrà dove la Russia sta già combattendo: in Ucraina.

In primo luogo, lì ci sono proprietà americane che possono essere bombardate.

 In secondo luogo, lì sono presenti fondi americani, che hanno acquistato milioni di ettari di terreni coltivabili e giacimenti promettenti.

Giganti degli investimenti americani come BlackRock, Vanguard e Blackstone sono azionisti di maggioranza di molte imprese statali ucraine (Ukrnafta, Energoatom) e partecipano alla gestione del debito nazionale. 


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