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Nel centesimo anniversario della morte del leader liberale, il Capo dello Stato ne ricorda il sacrificio e la visione democratica: "Espressione altissima di quell'antifascismo che tentò di risparmiare al Paese il totalitarismo".
Nel centesimo anniversario della morte del leader liberale, il Capo dello Stato ne ricorda il sacrificio e la visione democratica: "Espressione altissima di quell'antifascismo che tentò di risparmiare al Paese il totalitarismo".
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha reso omaggio alla figura di Giovanni Amendola nel centenario della sua scomparsa, avvenuta in Francia a seguito delle percosse subite in un agguato fascista.
Il Capo dello Stato ha tratteggiato il profilo di un uomo che ha pagato con la vita la coerenza dei propri ideali, definendolo uno dei protagonisti più autorevoli della resistenza civile contro l'ascesa della dittatura.
La Repubblica, nelle parole di Mattarella, lo riconosce come un esponente prestigioso che "seppe opporsi - pagando di persona - all'involuzione autoritaria delle istituzioni, con la sua idea esigente di liberalismo fondata sulla difesa del Parlamento e sulla divisione dei poteri, avversando ogni forma di violenza politica, nemica del libero esprimersi della volontà e della sovranità popolare".
Nel suo messaggio, il Presidente ha ricordato la poliedricità di Amendola, descrivendolo come un "intellettuale fine e appassionato, giornalista prestigioso, deputato e ministro autorevole".
Mattarella ha sottolineato come Amendola rappresentò una delle voci più alte di quel mondo liberale che cercò, purtroppo invano, di arginare la deriva totalitaria dell'Italia.
Dopo il delitto Matteotti, Amendola fu tra i principali promotori della secessione dell'Aventino, battendosi con determinazione per mobilitare la coscienza civile contro il governo Mussolini. Un impegno che gli costò la stessa tragica sorte del deputato socialista: "Le aggressioni delle 'squadracce nere' riservarono a lui la medesima sorte di Matteotti", ha evidenziato il Capo dello Stato.
Oltre all'azione politica, Mattarella ha voluto richiamare il contributo culturale di Amendola, meridionalista colto che seppe anticipare la crisi dello Stato liberale invocando un rafforzamento dei valori democratici.
Secondo il Presidente, Amendola puntava a un'etica pubblica della responsabilità e al consolidamento delle istituzioni rappresentative, sorretto da una visione lungimirante che guardava già all'Europa.
"La ricorrenza del centenario, oggi, consente di cogliere radici ideali e fili di continuità tra la battaglia per la libertà e la democrazia dei primi anni Venti del Novecento e lo Stato di diritto, il pluralismo delle istituzioni e della società che ha preso forma con la Repubblica", ha concluso il Presidente della Repubblica, legando indissolubilmente il sacrificio di Amendola alle fondamenta della nostra democrazia.
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