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  • Roma - Mercoledì 10 Giugno 2026

Medio Oriente, Amnesty denuncia: "In Cisgiordania è in atto la pulizia etnica dei beduini"

Nel suo ultimo rapporto l'organizzazione internazionale accusa il governo israeliano di accelerare l'annessione dell'Area C tramite espulsioni forzate e violenze dei coloni. La segretaria generale Agnes Callamard non usa mezzi termini e punta il dito contro i vertici istituzionali di Tel Aviv: "È un progetto di Stato".

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Le politiche di gestione territoriale attuate dalle autorità israeliane nei territori occupati finiscono nuovamente nel mirino delle principali organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti umani. Amnesty International ha diffuso un dossier ufficiale nel quale accusa esplicitamente Israele di condurre una sistematica campagna di “pulizia etnica” ai danni delle storiche comunità beduine e dei gruppi di pastori residenti all'interno della Cisgiordania occupata.

Secondo l'analisi dettagliata presentata nel rapporto, gli uffici governativi e l'apparato militare di Tel Aviv starebbero imprimendo una forte accelerazione al processo di annessione de facto di ampie porzioni di territorio. Questo obiettivo strategico verrebbe perseguito attraverso l'adozione di misure coercitive, sfollamenti forzati della popolazione nativa, restrizioni mirate a ridurre progressivamente la presenza palestinese nell'Area C e una sostanziale tolleranza nei confronti delle incursioni violente perpetrate dai coloni israeliani.

Il bilancio demografico tracciato dall'organizzazione fotografa una situazione di forte emergenza per la sopravvivenza delle minoranze locali. I dati raccolti dagli osservatori internazionali indicano che, nel biennio compreso tra il 2023 e il 2025, ben 27 comunità beduine e di pastori, per un totale complessivo di centinaia di cittadini palestinesi, sono state costrette ad abbandonare i propri villaggi d'origine o versano attualmente in una condizione di imminente pericolo di espulsione. Le conclusioni contenute nel documento escludono che si tratti di fenomeni isolati o legati alle frange più radicali del movimento dei coloni.

La segretaria generale di Amnesty International, Agnes Callamard, ha espresso una durissima condanna istituzionale, attribuendo la responsabilità delle evacuazioni direttamente ai vertici della governance israeliana: “Qui non siamo davanti all’azione di qualche estremista. Sia chiaro: la pulizia etnica in Cisgiordania è autorizzata dallo Stato, attuata dallo Stato, imposta dallo Stato. È un progetto di Stato”.

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