
- Prima Notizia 24
- Milano - Giovedì 22 Ottobre 2026, 18:40
Milano, studentessa Erasmus violentata al Parco Trotter: resta in carcere il 31enne fermato
Il gip convalida il provvedimento a carico del cittadino peruviano: “Modalità estremamente violente e brutali, ha considerato la vittima alla stregua di un oggetto”. Decisivi per l'identificazione uno scontrino e la sim trovati nello zaino.
Rimarrà in carcere Richard William Salvador Janampa, il trentunenne di nazionalità peruviana, irregolare sul territorio nazionale e privo di fissa dimora, fermato dai carabinieri con l'accusa di aver violentato una studentessa tedesca di ventun anni in Erasmus.
La violenza si è consumata poco prima dell'alba dello scorso 15 ottobre in via Giacosa, nei pressi del Parco Trotter a Milano. La decisione è stata assunta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, Fabrizio Filice, che ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere accogliendo la richiesta formulata dal pubblico ministero Alfonso Serritiello e dalla responsabile del pool fasce deboli, Letizia Mannella, in virtù del concreto pericolo di fuga e di reiterazione del reato.
A consentire la svolta nelle indagini è stato il ritrovamento di uno zainetto abbandonato sul luogo del delitto. All'interno del materiale gli investigatori hanno rinvenuto uno scontrino d'acquisto di un supermercato, la cui analisi incrociata con le telecamere di videosorveglianza dell'esercizio commerciale ha permesso di isolare il volto dell'uomo.
La conferma della sua identità è giunta successivamente tramite la tracciabilità della scheda sim telefonica contenuta nel medesimo zaino. Nelle quindici pagine dell'ordinanza di custodia cautelare, il gip Filice traccia un quadro severo della condotta dell'indagato, sottolineando come l'uomo abbia costretto la giovane a subire abusi “con modalità estremamente violente e brutali”.
Secondo la ricostruzione del magistrato, l'aggressore ha individuato la ragazza “in quanto era una donna sola che, in quel momento, non aveva alcuna possibilità di difendersi”, dimostrando di “considerarla alla stregua di un 'oggetto' contingentemente a sua disposizione”.
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