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  • Roma - Martedì 23 Giugno 2026

Modello 730, controlli preventivi del Fisco sulle dichiarazioni modificate: attenzione ai rimborsi oltre 4mila euro

L'Agenzia delle Entrate attiva controlli sulle dichiarazioni modificate e rimborsi oltre 4.000 euro, ritardando l'erogazione dei crediti Irpef.

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La campagna fiscale 2026 entra nella sua fase più intensa e, come ogni anno, milioni di contribuenti attendono di conoscere quando riceveranno l'eventuale rimborso Irpef derivante dalla dichiarazione dei redditi. Per alcuni, però, l'attesa potrebbe essere molto più lunga del previsto. L'Agenzia delle Entrate ha infatti confermato l'attivazione dei controlli preventivi sulle dichiarazioni che presentano particolari elementi di rischio, con possibili conseguenze sui tempi di erogazione dei rimborsi. Nel mirino finiscono soprattutto coloro che modificano il modello 730 precompilato o che maturano crediti fiscali particolarmente elevati.

Cosa prevede il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate

Con il provvedimento numero 182408, l'amministrazione finanziaria ha definito i criteri che verranno utilizzati per selezionare le dichiarazioni da sottoporre a verifica. L'obiettivo dichiarato è prevenire errori, anomalie e possibili frodi prima dell'erogazione dei rimborsi fiscali. I controlli non riguarderanno tutti i contribuenti, ma soltanto le posizioni che presentano determinate caratteristiche considerate a rischio.

Quando scattano i controlli preventivi

Le verifiche vengono attivate principalmente in due situazioni. La prima riguarda le dichiarazioni precompilate che vengono modificate dal contribuente in modo tale da incidere sul reddito complessivo o sull'imposta dovuta. La seconda riguarda invece i rimborsi di importo elevato, superiori alla soglia di 4.000 euro. In questi casi il sistema informatico dell'Agenzia può avviare controlli supplementari prima di autorizzare il pagamento delle somme richieste.

Le incoerenze che attirano l'attenzione del Fisco

Tra gli elementi che possono far scattare le verifiche figurano le cosiddette incoerenze significative. Si tratta di differenze rilevanti tra i dati dichiarati dal contribuente e quelli già presenti nelle banche dati dell'amministrazione finanziaria. Le verifiche possono riguardare, ad esempio:

  • le Certificazioni Uniche trasmesse dai datori di lavoro;
  • i versamenti effettuati tramite modello F24;
  • le dichiarazioni fiscali degli anni precedenti;
  • le informazioni comunicate da banche, assicurazioni, università e altri soggetti terzi.

Anche variazioni particolarmente marcate rispetto alle annualità precedenti possono essere considerate indicatori di rischio.

Rimborsi oltre 4mila euro sotto osservazione

Un secondo elemento che può determinare l'avvio dei controlli è l'importo del credito richiesto. Quando il rimborso supera i 4.000 euro, il sistema dell'Agenzia delle Entrate può prevedere verifiche preventive indipendentemente dalla presenza di altre anomalie. L'obiettivo è accertare la correttezza delle somme richieste prima che il denaro venga materialmente erogato.

Quanto possono durare i controlli

Per i contribuenti selezionati la procedura di rimborso subisce inevitabilmente un rallentamento. La normativa prevede infatti che l'Agenzia delle Entrate possa effettuare i controlli entro quattro mesi dalla scadenza prevista per l'invio della dichiarazione. Una volta conclusa positivamente la verifica, l'amministrazione dispone di ulteriori sei mesi per procedere all'accredito del rimborso spettante.

Il rischio di attendere fino al 2027

L'effetto pratico di questo meccanismo è che alcuni contribuenti potrebbero ricevere il rimborso con molti mesi di ritardo rispetto alle tempistiche ordinarie. Nei casi sottoposti a controllo preventivo, l'accredito potrebbe infatti slittare fino alla primavera del 2027. Una prospettiva che interessa soprattutto chi attende somme consistenti e che normalmente si aspetterebbe di riceverle direttamente in busta paga o sul cedolino pensionistico entro pochi mesi dalla presentazione della dichiarazione.

Chi è al sicuro dai controlli preventivi

Esiste tuttavia una categoria di contribuenti che può evitare quasi del tutto questo rischio. Si tratta di coloro che accettano integralmente il modello 730 precompilato predisposto dall'Agenzia delle Entrate senza apportare modifiche sostanziali. In questi casi il Fisco rinuncia preventivamente ai controlli legati alle incoerenze e non applica neppure il limite dei 4.000 euro previsto per i rimborsi. La dichiarazione viene quindi gestita secondo le procedure ordinarie e il credito viene erogato nei tempi normalmente previsti.

Le scadenze della campagna fiscale 2026

Per la dichiarazione dei redditi relativa al 2026 resta confermata la scadenza del 30 settembre 2026 per la trasmissione del modello 730. I contribuenti possono scegliere tra diverse modalità di presentazione:

  • invio diretto attraverso il portale dell'Agenzia delle Entrate;
  • assistenza del datore di lavoro o dell'ente pensionistico, se disponibile;
  • supporto di un CAF;
  • assistenza di commercialisti e professionisti abilitati.

Conservare sempre la documentazione

Gli esperti ricordano che chi modifica la dichiarazione inserendo spese detraibili o deducibili non presenti nella versione precompilata deve conservare con particolare attenzione tutta la documentazione giustificativa. Scontrini, fatture, ricevute e attestazioni di pagamento possono infatti essere richiesti in caso di verifica da parte dell'Agenzia delle Entrate. Disporre di una documentazione completa e corretta consente di affrontare eventuali controlli senza difficoltà e di ottenere il rimborso spettante una volta concluse le verifiche.

Verificare prima di inviare

La raccomandazione finale degli esperti è quella di controllare attentamente tutti i dati inseriti nella dichiarazione prima dell'invio definitivo. Una verifica accurata può evitare errori, contestazioni e ritardi nei rimborsi, consentendo ai contribuenti di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste senza incorrere in problematiche successive. In una stagione dichiarativa sempre più digitale, la precisione resta infatti il miglior alleato per evitare controlli e ricevere nei tempi previsti le somme spettanti.

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