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- Roma - Martedì 23 Giugno 2026
Scioperi, Garante: "Nel 2025 confermato il calo, ma aumentano gli stop generali"
Gli scioperi generali passano da 17 a 33 a causa principalmente della mobilitazione dei sindacati minori. Il settore del trasporto pubblico locale si conferma il comparto più tormentato da disagi e proteste dei lavoratori.
di Nazario Ricciardi
I vertici della Commissione di vigilanza sui servizi pubblici essenziali hanno depositato alla Camera l'ultimo rapporto sullo stato delle agitazioni sindacali in Italia, delineando uno scenario a due facce: da un lato cala il numero complessivo dei blocchi, dall'altro si assiste a una netta radicalizzazione delle proteste globali.
La conflittualità occupazionale tende a ridursi sulle scadenze ordinarie ma si frammenta a causa dell'attivismo delle sigle autonome, concentrandosi in modo particolare sui nodi strategici dei trasporti cittadini e regionali. Il bilancio numerico descrive un progressivo allentamento dello scontro sociale tradizionale, confermando un trend iniziato già nelle stagioni precedenti.
Come spiegato dalla presidente Paola Bellocchi davanti all'assemblea di Montecitorio, l'anno appena concluso fa segnare una discesa a 1.020 fermi reali rispetto ai 1.080 monitorati nei dodici mesi antecedenti e ai 1.129 del periodo ancora precedente, registrando una contrazione del 5,5% su base annuale e un decremento vicino al dieci per cento se si prende in esame l'intero triennio.
La vera anomalia del monitoraggio risiede però nella forte ripresa delle serrate nazionali che incrociano più settori produttivi contemporaneamente. I dati dell'organismo di controllo evidenziano che le chiamate allo sciopero generale sono raddoppiate, balzando dalle 17 del periodo precedente alle 33 attuali. Questa spinta, riconducibile quasi per intero alle decisioni dei sindacati di base e delle sigle minoritarie, ha generato 27 giornate di blocco effettivo, che i coordinamenti organizzativi hanno scelto di raggruppare in appena 9 date specifiche nel corso dell'anno per massimizzarne l'impatto.
La segmentazione dei dati mette in luce come la stragrande maggioranza delle vertenze continui a consumarsi lontano dai tavoli ministeriali e dalle cronache nazionali. Oltre il settanta per cento delle proteste complessive si sviluppa infatti esclusivamente a livello locale o aziendale.
Sotto il profilo delle categorie economiche più esposte ai disagi, il comparto della mobilità delle persone assorbe da solo un terzo di tutta l'attività di sciopero del Paese, con la rete del Trasporto Pubblico Locale che si attesta ancora una volta come l'area più calda e problematica sia per i dipendenti sia per l'utenza.
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