Musica, Nord Sardegna, al via domani la 36esima edizione di "Time in Jazz" (4)
Aprono Tullio De Piscopo alle 18 a Puntaldia e in serata Serena Brancale a Porto Rotondo (ore 21.30). Tra i protagonisti del festival diretto da Paolo Fresu Malika Ayane, Dhafer Youssef, Roberto Ottaviano, Gianni Cazzola, Savana Funk con Willie Peyote.
(Prima Notizia 24)
Lunedì 07 Agosto 2023
Sassari - 07 ago 2023 (Prima Notizia 24)
Aprono Tullio De Piscopo alle 18 a Puntaldia e in serata Serena Brancale a Porto Rotondo (ore 21.30). Tra i protagonisti del festival diretto da Paolo Fresu Malika Ayane, Dhafer Youssef, Roberto Ottaviano, Gianni Cazzola, Savana Funk con Willie Peyote.
Gli ultimi impegni a Berchidda, la mattina di mercoledì 16, sono anche quest’anno alMuseo del Vino, dove è in programma alle 11.30 la presentazione e degustazione della nuova linea Luce delle Cantine Giogantinu.

A seguire, la presentazione di “Time in Jazz Diary 2022”, il progetto editoriale che ripercorre la passata edizione del festival attraverso l’obiettivo del fotografo Fabio Lovino. Poi, nel tardo pomeriggio, trasferimento sulla costa, in quello che è ormai da diverse edizioni il “teatro” dell’ultimo atto del festival: la Peschiera di San Teodoro.

Protagonisti Paolo Fresu, Daniele di Bonaventuraal bandoneon e Pierpaolo Vacca all’organetto con le musiche di “Tango Macondo”, lo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano per la regia di Giorgio Gallione.

Fresu e di Bonaventura (già protagonisti insieme alle voci corse del coro A Filetta del riuscito progetto “Mistico Mediterraneo” e dell’omonimo disco pubblicato dall’etichetta ECM), allargano dunque la dimensione più ristretta del loro riuscito connubio artistico all’organetto creativo di Vacca, che in “Tango Macondo” comunica il profondo ed estraniante senso onirico che contraddistingue appunto il lavoro teatrale.

Un concerto-sogno di grande effetto che vive di poesia, intimismo e di quelle piccole cose capaci di raccontare i colori dell’universo musicale contemporaneo.

Dopo i positivi riscontri degli anni scorsi, ritorna il FestivalBar curato da Luca Devito, la vetrina di formazioni e solisti ospitata dai bar berchiddesi, trasformati per l’occasione in piccoli club di musica all’aperto.

Ad aprire la serie, questo martedì al bar K2 (21.30), sarà Riccardo Moretti con la sua performance sperimentale TribalNeed: una fusione di sintetizzatori analogici, didgeridoo, percussioni, hang drum, giocattoli per bambini, beat-boxing e loop station. Lo stesso progetto sarà di scena anche le due sere successive, al Muretto Cafè (mercoledì) e al Jolly Cafè (giovedì).

Sonorità oniriche, minimaliste, ma dagli echi e richiami mediterranei, caratterizzano le esplorazioni del trombone solo di Federico Fenu, musicista isolano con profonde radici nella sua terra, di scena venerdì al Cafè Rosè e sabato al Jazz Pub (alle 20).

Sperimentazione e improvvisazione sono la cifra anche del polistrumentista e percussionista Gabriele Pollina, che fonde le melodie ipnotiche dell’Handpan, particolare strumento a percussione a doppia campana di acciaio, con beat elettronici suonati dal vivo: domenica 13 al Museo del Vino e lunedì 14 al Bar Centrale (con inizio alle 20 in entrambe le occasioni).

Chiude la serie di ospiti del FestivalBar, e ultimissimo atto del trentaseiesimo Time in Jazz, il duo Sprigucomposto da Andrea Sanna e Marco Coa: due Fender Rhodes a confronto, speculari, in un viaggio che oscilla tra la psichedelia e l’elettronica d’avanguardia; il 16 agosto al Bar della Piazza (ore 22).

Forte del successo delle scorse edizioni, si rinnova per il quarto anno consecutivo l’appuntamento con Time After Time, lo spazio dopoconcerto nella piazzetta adiacente il palco centrale in Piazza del Popolo, curato dal batterista berchiddese Nanni Gaias: da venerdì a lunedì 14, il suo trio con Giuseppe Spanu alla chitarra e Pier Piras al basso, farà da resident band tutte le sere, da mezzanotte in poi, con un artista di volta in volta diverso, in una serie di progetti ospitati dal centro di produzione Insulae Lab (il centro di produzione della musica jazz e della creatività artistica delle isole del mediterraneo, ideato, firmato e fortemente voluto dall’Associazione Time in Jazz, con la direzione artistica di Paolo Fresu).

Si comincia venerdì col pioniere e innovatore del beatbox Alien Dee; la sera dopo (sabato 12) è di scena il rapper sassarese Don Malo con i suoi testi in sardo logudorese che trattano tematiche sociali e di rivolta. Sonorità blues, funk e afrobeat vedono il ritorno (domenica 13) del cantante e chitarrista emiliano Stefano Barigazzi, già a Berchidda nel 2020; infine (lunedì 14) ritmi funk e rock, influenze balcaniche ed esotiche caratterizzano la fusione con gli ottoni della Rusty Brass Band, già protagonista delle parate per le vie di Berchidda, tutte le sere prima dei concerti in piazza del Popolo.

Anche quest’anno il festival propone un ventaglio di varie iniziative accanto alla ricchissima proposta di concerti. Un capitolo di rilievo è quello dedicato ai libri e alla lettura: Time to Read (questo il titolo) si propone come una vera e propria rassegna letteraria all’interno del festival, con presentazioni editoriali, incontri e dialoghi con gli autori, momenti di approfondimento e riflessione. Particolarmente ragguardevole, in questa edizione, il parterre degli ospiti che si avvicenderanno di giorno in giorno nella cornice verde di “Sa colte ‘e su ‘oltiju”, il giardino adiacente a Sa Casara, l’ex caseificio che da anni è la sede dell’associazione Time in Jazz a Berchidda.

Il primo appuntamento è con Malika Ayane, che mercoledì mattina (ore 11), prima di raggiungere nel pomeriggio L’Agnata per il suo concerto in omaggio a Fabrizio De André, presenterà – a colloquio con Alessandra Ghiani – il suo primo lavoro letterario, “Ansia da felicità“, pubblicato lo scorso maggio da Rizzoli: una raccolta di racconti i cui protagonisti vivono in un costante stato di “ansia da felicità”, appunto, in una realtà sfumata e mutevole.

Malika Ayane esplora gli stati d’animo e le dinamiche che guidano le loro giornate, la complessità delle relazioni umane e la ricerca della felicità dei personaggi da lei creati.

Venerdì 11 (alle 19) sarà quindi la volta di Vanni Lai con il suo romanzo “La cantadora“, edito quest’anno da Minimum fax. Ambientato nella Sardegna di inizio Novecento, racconta la vita di Candida Mara, la prima donna del canto a chitarra, che sfidò una società maschilista e conservatrice con le sue scelte di vita.

Figura enigmatica, manesca e attaccabrighe, adorata e detestata, che nonostante la sua affascinante personalità è stata dimenticata e cancellata dalla memoria collettiva, per ignoranza e vergogna. La trama si sviluppa attraverso la ricerca di uno scrittore fallito appassionato di western, che cerca di scoprire la verità su Candida Mara tra archivi polverosi, l’omertà degli anziani e i depistaggi di strani musicologi. Ad Antonella Brianda il compito di condurre l’incontro con Vanni Lai.

L’indomani, sabato 12 (sempre alle 19), Paolo Crepet, in dialogo con Paolo Fresu, presenta invece “Prendetevi la luna“, ancora fresco di stampa per i tipi della Mondadori. Lo psichiatra e sociologo affronta qui nuovamente i temi che gli sono più cari, l’educazione, la scuola, la famiglia, con uno scopo chiaro: fornire un valido strumento per orientarsi al di là delle sfumature oscure che offuscano la speranza, come un fitto velo di nubi può oscurare la luna. Ecco perché invita i giovani, ma anche coloro che non lo sono più, a prendersi la luna. Ciascuno la propria, naturalmente.

Dopo “la cantadora” raccontata da Vanni Lai, un’altra cantante controversa e affascinante sarà al centro dell’incontro di domenica 13 (ore 19), affidato alla conduzione di Simone Cavagnino, con Barbara Baraldi e il suo “Il fuoco dentro. Janis Joplin. Il romanzo“ (Giunti Editore, 2023), protagonista una delle artiste più iconiche del rock di tutti i tempi con i suoi eterni conflitti: il desiderio di una vita normale e l’attrazione feroce del successo, la brama di amore e la solitudine al di fuori del palcoscenico, la disperazione cosmica e il tentativo di placarla nell’abbraccio dolce ma spietato dell’eroina. E poi il rapporto di Janis Joplin con altre icone come Jim Morrison, Leonard Cohen, Jimi Hendrix. E su tutto la musica, l’estrema rivalsa, la via di salvezza, la dea consolatrice a cui sacrificare l’anima.

La musica sarà al centro anche dell’appuntamento di lunedì 14 attraverso le pagine di “Colle der Fomento – Solo amore“ (Minimum fax, 2022), che narrano la storia e il percorso artistico di Simone “Danno” Eleuteri e Massimiliano “Masito” Piluzzi, fondatori di uno dei gruppi rap più influenti e rispettati, i Colle der Fomento, appunto.

Attraverso le loro parole, stimolate e raccolte da Fabio Piccolino, il libro ripercorre ed esplora le tante collaborazioni, le aperture e gli scontri artistici, e i quattro album che hanno segnato l’underground italiano, offrendo uno sguardo approfondito sulle radici del rap italiano e romano: dalle adunate in piazzale Flaminio dei primi anni Novanta, all’assalto e alla conquista degli spazi dove esibirsi, alla piena maturità di un genere che ha inciso profondamente sui linguaggi musicali nel nostro paese.

A Berchidda saranno proprio Simone “Danno” Eleuteri e Massimiliano “Masito” Piluzzi a parlarne e a raccontarsi, in dialogo con Luca Devito, alla vigilia del concerto che l’indomani vedrà sul palco di Piazza del Popolo i Colle der Fomento insieme a Dj Craim e al quartetto La Batteria.

A Ferragosto, per il suo penultimo appuntamento Time to Read si trasferisce alla chiesetta campestre di San Michele, appena fuori dal paese: qui, alle 17, il musicista e compositore Sebastiano Dessanay, in conversazione con Giovanni Dessole, presenta il suo libro “377 Project“ (Touring Club, 2022), dove racconta l’avventuroso progetto artistico che l’ha portato ad attraversare in quattordici mesi, dal 26 ottobre del 2018 al 21 dicembre del 2019, la Sardegna, facendo tappa nei trecentosettantasette comuni dell’isola, viaggiando esclusivamente in bicicletta e con un ukulele basso, per raccontare la sua terra in suoni, parole e immagini.

Parole ma soprattutto immagini in “Time in Jazz Diary 2022”, racconto fotografico di Fabio Lovino che attraverso i suoi scatti ha catturato volti, emozioni e suggestioni della passata edizione del festival. Una prospettiva visiva di Time in Jazz per comprendere meglio la magia dell’evento e delle performance musicali. A Paolo Fresu il compito di moderare la presentazione, in programma il 16 mattina intorno a mezzogiorno al Museo del Vino.

A seguire, subito dopo, l’ultimo appuntamento di Time to Read è con “Aurora sarda“, il romanzo scritto cent’anni fa (e riedito quest’anno da Ilisso) di Pietro “Pedru” Casu (1878 – 1954), parroco, letterato e studioso della lingua del suo paese, Berchidda: una delle figure più significative della cultura sarda della prima metà del Novecento. La storia è ambientata nel Campidano di Oristano, dove attentati, amori contrastati e vecchi rancori si intrecciano con la realizzazione della monumentale diga di Santa Chiara, simbolo della modernizzazione, che porterà energia elettrica e irraggiamento ai campi, ma creando anche tensioni e controversie tra coloro che rischiano di perdere le proprie terre.

A discutere dell’opera di Pietro Casu e condividere riflessioni sulla storia e la cultura della Sardegna descritta nel libro, il 16 al Museo del Vino, saranno Gonaria Floris, Giuseppe Soddu, Bastianina Calvia e ancora Paolo Fresu. (Segue-5)

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