
- Prima Notizia 24
- Napoli - Mercoledì 4 Novembre 2026, 15:30
Napoli, maxi operazione contro la camorra nel quartiere Pianura: 28 arresti tra i clan in lotta per le piazze di spaccio
Blitz della Polizia di Stato contro le fazioni criminali dell'area occidentale. Sequestrati fucili da guerra, munizioni, giubbotti antiproiettile e ingenti quantitativi di droga.
Un'imponente operazione della Polizia di Stato ha scompaginato i vertici e le filiere operative di tre clan della camorra radicati nel quartiere Pianura, nella periferia nord-occidentale di Napoli.
Le forze dell'ordine hanno dato esecuzione a 28 misure di custodia cautelare a carico di soggetti indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e reati in materia di armi.
Le indagini, avviate nella seconda metà del 2024, hanno permesso agli investigatori di fare luce su una sanguinosa faida scoppiata tra i rivali dell'ex gruppo Esposito-Marsicano e lo storico clan Lago.
Tra gli episodi documentati nelle carte dell'inchiesta figurano numerose stese a scopo intimidatorio e un grave attentato esplosivo compiuto ai danni della residenza di Antonio Lago, figura di spicco dell'organizzazione. In questo scenario di scontro si è inserita l'ascesa del clan Perfetto, fondato nel dicembre 2024 da uno dei vertici del disarticolato gruppo Pesce-Marfella, capace di assumere rapidamente il monopolio delle attività illecite del quartiere.
La nuova organizzazione aveva stabilito l'esclusiva sulla più redditizia piazza di spaccio della zona, operativa 24 ore su 24, imponendo ai gestori concorrenti la consegna del 50% dei profitti dalle vendite o l'obbligo di approvvigionamento esclusivo.
Il sodalizio riscuoteva inoltre estorsioni su qualsiasi attività illegale condotta sul territorio, comprese le truffe telematiche e finanziarie, reinvestendo i proventi in una cassa comune destinata al sostentamento degli affiliati detenuti e alle relative spese legali.
I riscontri investigativi, arricchiti da rapporti strategici stretti dal clan con altre cosche dell'area flegrea e della provincia nord di Napoli, hanno condotto al sequestro di un arsenale composto da armi da guerra, munizionamento pesante, giubbotti antiproiettile e partite di droga.
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