
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 4 Novembre 2026, 15:25
Quando il servizio pubblico si fa morboso: il caso Diaco-Ravagnani a BellaMà
Un ospite che chiede più volte di fermarsi, un conduttore che insiste, un pomeriggio in cui davanti alla tv possono esserci anche ragazzi e bambini. L'intervista di Pierluigi Diaco ad Alberto Ravagnani, andata in onda su Rai Due martedì 3 novembre, mostra ciò che il servizio pubblico non dovrebbe mai essere.
di Nico Marino
Ci si aspettava il racconto di un ex sacerdote che lascia l’abito talare e approda alla prima serata televisiva.
Ci si è invece ritrovati di fronte a un faccia a faccia sulle preferenze sessuali di un ospite in studio. È quanto andato in onda martedì 3 novembre, in diretta su Rai2, nel salotto pomeridiano di BellaMà. Il padrone di casa Pierluigi Diaco ha davanti a sé Alberto Ravagnani, 33 anni, già prete e oggi concorrente di Ballando con le stelle. Già la prima domanda è suonata poco opportuna: «Sei attratto dagli uomini o dalle donne?».
Ma Ravagnani ha risposto, con cortesia, di essere attratto dalle donne. Diaco ha però continuato, chiedendo dei rapporti avuti durante il sacerdozio, di quelli successivi e perfino se l'ex prete avesse già «sperimentato» con qualcuno.
Solo a quel punto l'ospite ha provato a fermarsi: «Posso non rispondere?». Ma il conduttore ha deciso di incalzarlo: «Tu hai deciso di esporti pubblicamente e quindi hai anche il dovere di chiarirci un po' le idee». Ravagnani: «Non ho il dovere di mettere in pasto agli altri le vicende mie private».
E ancora: «Tu mi stai giudicando, non mi stai facendo una domanda. E mi stai mettendo in difficoltà». Poi ha chiuso cercando di non alzare i toni: «Non voglio fingere di stare bene, tu mi hai messo a disagio e lo dico sinceramente».
Un'intervista di servizio pubblico parte da una premessa semplice: l'ospite è l'oggetto dell'attenzione, non un imputato da torchiare. Si fa una domanda per capire, non per ottenere una confessione.
Il conduttore lavora per rendere chiaro ciò che l'ospite ha da dire, non per portarlo dove vuole arrivare lui. Soprattutto se l’intervistatore è un giornalista professionista iscritto all’albo dal 2003. Su Rai Due è successo esattamente il contrario.
Ravagnani era a BellaMà per parlare della sua esperienza televisiva, del suo nuovo percorso di vita, magari sofferto e accidentato, al di là di ciò che possa apparire sotto i riflettori. La conversazione è stata invece morbosamente spostata subito sulla sfera più intima. Ha chiesto di non rispondere, ha chiesto che senso avesse l'intervista, ha detto di sentirsi a disagio.
Ognuno di questi segnali era un punto di arresto naturale, ma nessuno è stato raccolto. Il servizio pubblico ha un compito diverso dalla televisione che vive di scintille: informare e intrattenere con rispetto, tutelando la dignità di chi è in studio e di chi guarda. Un ospite messo in difficoltà in diretta non produce informazione.
Produce, al massimo, un frammento che rimbalza sui social. BellaMà va in onda su Rai2 dal lunedì al venerdì, tra le 15.30 e le 17: una fascia che ricade dentro le ore di tutela più stretta. Il Codice di autoregolamentazione Tv e minori impegna infatti le emittenti a rispettare la dignità dei minori in tutta la fascia dalle 7 alle 22.30, con tutele più rigide tra le 16 e le 19. Se la trasmissione abbia rispettato quelle regole spetta stabilirlo all'Agcom, che ha potere sanzionatorio. Ma anche a prescindere dal giudizio formale, la domanda resta: un confronto così centrato su rapporti e vita sessuale, con domande sull'aver «sperimentato», è adatto a un pomeriggio in cui a guardare possono esserci ragazzi e bambini? La morbosità non sta nell'argomento in sé, che può essere trattato con serio rigore in altri contesti. Sta nel modo: insistere, ripetere, cercare il dettaglio, davanti a un pubblico che nessuno ha avvertito e che non può scegliere di non esserci. Nessun conduttore, tantomeno del servizio pubblico, dovrebbe trattare quella scelta come un'omissione da correggere. Il canone Rai si paga per un'informazione e un intrattenimento rispettosi, non per assistere a un interrogatorio.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

















