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- Roma - Mercoledì 4 Novembre 2026, 14:50
Russia: è morto Vladimir Uglev, si spegne a 81 anni uno dei padri del veleno Novichok
Il chimico russo, che dal 1975 al 1990 lavorò allo sviluppo delle tossine militari dell'era sovietica, era entrato in rotta di collisione con il Cremlino collaborando alle inchieste sugli avvelenamenti degli Skripal e di Alexei Navalny.
È morto all'età di 81 anni il biochimico russo Vladimir Uglev, figura chiave nello sviluppo del "Novichok", la micidiale classe di agenti nervini prodotta per scopi militari durante il regime sovietico.
La notizia del decesso, avvenuto lo scorso 26 ottobre nella città di Anapa dove lo scienziato risiedeva da tempo, è stata resa nota dalla testata investigativa The Insider, con cui lo stesso Uglev ha collaborato negli ultimi anni.
Nato a Kirovsk il 20 settembre 1946 e laureatosi nel 1975 all'Istituto Mendeleyev di Mosca, Uglev ha lavorato fino al 1990 come ricercatore senior nella filiale di Volsk dell'Istituto Statale di Ricerca di Chimica Organica e Tecnologia, centro nevralgico per lo studio e la sintesi dei veleni di Stato.
Dalla posizione di creatore della sostanza, lo scienziato era diventato negli anni un importante testimone e consulente d'inchiesta. Il suo nome ha conquistato la scena mediatica internazionale nel 2018, all'indomani dell'attacco con il Novichok a Salisbury contro l'ex spia Sergei Skripal e la figlia Yulia, quando rivelò pubblicamente dettagli scientifici sulla composizione e la pericolosità dell'agente tossico.
Nel 2020 le sue analisi e spiegazioni dettagliate sono risultate cruciali nelle indagini giornalistiche sull'avvelenamento dell'oppositore politico Alexei Navalny, confermando le modalità d'uso e la produzione della sostanza chimica gestita dai servizi segreti di Mosca.
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