Kiev si sta avvicinando alla Nato, ma l'invito ad entrare a far parte dell'Alleanza ci sarà quando le condizioni lo permetteranno. Così il Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, a margine del primo giorno del vertice di Vilnius.
"L’Ucraina non accederà alla Nato mentre è in corso la guerra", dice, sottolineando che "c’è una guerra in pieno corso e penso che ogni alleato sia d’accordo che, quando una guerra è in corso, non è il momento per fare dell’Ucraina un membro a pieno titolo dell’Alleanza".
"Oggi gli alleati hanno concordato un pacchetto di tre elementi per avvicinare l’Ucraina alla Nato. In primo luogo, un nuovo programma pluriennale di assistenza per l’Ucraina, per consentire la transizione dall’era sovietica agli standard, all’addestramento e alle dottrine della Nato, per aiutare a ricostruire il settore della sicurezza e della difesa dell’Ucraina e per coprire le esigenze critiche come il carburante, le attrezzature per lo sminamento e le forniture mediche", prosegue Stoltenberg.
"In secondo luogo, un nuovo Consiglio Nato-Ucraina, un forum per le consultazioni in caso di crisi e per il processo decisionale, dove ci incontreremo da pari a pari. Sono ansioso di tenere la riunione inaugurale del Consiglio domani, con il presidente Zelensky", continua.
"In terzo luogo, abbiamo riaffermato che l’Ucraina diventerà membro della Nato e abbiamo concordato di eliminare il requisito di un piano d’azione per l’adesione. Questo cambierà il percorso di adesione dell’Ucraina da un processo in due fasi a un processo in una sola fase. Abbiamo anche chiarito che inviteremo l’Ucraina ad aderire alla Nato quando gli alleati saranno d’accordo e quando ci saranno le giuste condizioni. Si tratta - rimarca Stoltenberg - di un pacchetto forte per l’Ucraina e di un percorso chiaro verso la sua adesione alla Nato".
"Gli alleati della Nato hanno approvato il piano di difesa più completo dalla fine della Guerra fredda", continua.
"Il piano è stato concepito per contrastare le due principali minacce che dobbiamo affrontare, la Russia e il terrorismo. Secondo i nostri nuovi piani, la Nato mira a disporre di 300 mila truppe ad alta prontezza, compresa una notevole potenza aerea e navale", aggiunge, per poi precisare che una difesa e una deterrenza efficienti hanno bisogno di una base industriale che mostri solidità. "Per questo, i leader hanno approvato il nuovo piano d’azione per aumentare ala produzione in difesa. Questo accelererà gli acquisti congiunti, potenzierà l’interoperabilità e genererà investimenti e capacità di produzione". Perciò, spiega, "dobbiamo investire di più nella difesa. Oggi gli alleati hanno assunto l’impegno duraturo di investire annualmente almeno il 2 per cento del prodotto interno lordo nella difesa e di fare di più per rispettare i loro impegni".
"Nel corso del vertice della Nato di Vilnius, i leader dei Paesi alleati hanno discusso delle minacce e dei rischi legati ai rapporti con la Cina", aggiunge Stoltenberg. "I leader della Nato si sono rivolti anche a Pechino. La Cina non è un nostro avversario e dovremmo continuare a impegnarci, ma la crescente assertività di Pechino incide sulla nostra sicurezza".
"La Cina sta sfidando sempre più l’ordine internazionale basato sulle regole, rifiutando di condannare la guerra della Russia contro l’Ucraina, minacciando Taiwan e portando avanti un sostanziale rafforzamento militare. La modernizzazione nucleare della Cina è senza precedenti per velocità e scala e viene portata avanti senza alcuna trasparenza", dice ancora Stoltenberg.
"Gli alleati hanno concordato di continuare a lavorare insieme per proteggersi dal comportamento coercitivo della Cina. Domani incontreremo i leader di Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud e dell’Unione Europea, perché siamo più forti e più sicuri quando siamo uniti", conclude.
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