Natuzza Evolo & la sua Bibbia, il libro di Roberto Zanini commuove e coinvolge. Ma per la gente comune è già Santa
Chi era Natuzza Evolo? Che cosa rimane della sua eredità spirituale? Che significato bisogna dare ai fenomeni che hanno accompagnato tutta la sua vita? Come interpretare quella sorta di Bibbia vivente che era diventato il suo stesso corpo?
di Pino Nano
Mercoledì 09 Agosto 2023
Vibo Valentia - 09 ago 2023 (Prima Notizia 24)
Chi era Natuzza Evolo? Che cosa rimane della sua eredità spirituale? Che significato bisogna dare ai fenomeni che hanno accompagnato tutta la sua vita? Come interpretare quella sorta di Bibbia vivente che era diventato il suo stesso corpo?
C’è un libro, appena fresco di stampa, “Natuzza Evolo. Come Bibbia per i semplici”, edizioni San Paolo, che oggi ce lo spiega benissimo. Lo firma uno dei cronisti più amati e più apprezzati di Avvenire, uno giornalista studioso di teologia e di santi, che ha alle spalle come saggista di questi fenomeni un’esperienza comprovata e di grande spessore culturale.

Lui si chiama Roberto Italo Zanini, e questo libro è anche il diario personale del suo viaggio spirituale a Paravati, nei luoghi santi di Natuzza. Ci sono alcune domande fondamentali attorno alle quali ruota l’impalcatura generale del libro e a cui il grande inviato di Avvenire (che è poi il giornale dei Vescovi Italiani) dà una risposta articolata e più che convincente.

Ma perché così tanta gente a Paravati?

Oggi che Natuzza non c’è più, cosa cercano queste persone che a centinaia ogni giorno, a migliaia ogni domenica salgono in questo paese, uno fra i tanti di questa Calabria così bisognosa di essere accudita e amata? Cosa chiedono coloro che partecipano per ore alle funzioni che qui si svolgono ogni venerdì, sabato e domenica, recitando il rosario e la Coroncina della Divina Misericordia, ascoltando la messa e facendo adorazione eucaristica? Cosa spera chi fa la fila per confessarsi insieme a tanti altri e poiché le persone sono troppe e i sacerdoti troppo pochi è costretto a tornare a casa col desiderio inevaso di riconciliarsi con Dio? Cosa pregano coloro che per venti minuti, a volte mezz’ora attendono pazienti di ricevere l’Eucarestia alla fine di ogni celebrazione? Cosa attendono tutti questi uomini e donne del terzo millennio ora che Natuzza non li può ricevere, non li può toccare, consolare e illuminare con le sue parole semplici, ma capaci di andare dritte al cuore di ciascuno? Cosa c’è di tanto attraente in quella donna povera, analfabeta, sposa e madre di cinque figli, interprete e portatrice di una spiritualità antica e di piaghe sanguinolente, che sanno di riti arcaici e oscurantisti?

A tutti questi interrogativi Roberto Italo Zanini dà una sola e unica risposta: “È la pedagogia di Natuzza. E lei è la maestra, che ci prende per mano e indica la strada della vera sapienza. È la pedagoga di Dio, una Bibbia sempre aperta alla pagina giusta, quella che ciascuno di noi cerca per dare una risposta alle proprie inquietudini. Perché anche il pellegrino più distratto o quello più influenzato, nel bene e nel male, dalle manifestazioni straordinarie che qui sono accadute e ancora accadono, comprende presto che venendo a Paravati non è Natuzza che si incontra”.

Roberto Italo Zanini conduce il lettore per la mano a scoprire il mondo interiore della mistica di Paravati, ricostruendo la relazione decisiva tra la storia personale e la vicenda pubblica di una donna che continua a invitare ad alzare gli occhi al cielo, “verso quel Paradiso che troppo spesso dimentichiamo e verso un Dio che, come papa Francesco non smette di ripetere, ha un unico desiderio: amare le donne e gli uomini, soprattutto quelli che soffrono”.

Avvolgente, dai toni sereni, per niente esaltati, a tratti anche pieni di commozione, il senso esasperato della mediazione che è regola di vita di ogni buon cristiano, Roberto Italo Zanini arriva a Paravati e si rende conto che Natuzza in realtà non è mai morta, anzi Natuzza alberga ancora in questa radura piena di sole e carica di dolori di ogni genere, sono i dolori che migliaia e migliaia di persone hanno lasciato in tutti questi anni arrivando fin qui.

“Lei stessa- ci spiega il grande cronista- che come maestro ha avuto Gesù in persona, si è premurata di dirlo più volte, fin da quando era bambina, e ha fatto in modo che fosse scritto persino sulla sua tomba, a sancire il significato di una vita intera spesa non semplicemente per gli altri, ma, come amava ripetere, per l’unica cosa che, anche quando non se ne è perfettamente consapevoli, veramente conta: la salvezza delle nostre anime”.

Bellissimo il passaggio successivo. Confessa Roberto Italo Zanini: “Giunti davanti alla tomba di Natuzza la prima cosa che si vede, insieme al suo volto di mamma sorridente, è quella scritta scolpita sul marmo: 'Non cercate me. Alzate lo sguardo verso Gesù e la Madonna. Io sono con voi e prego'. Un invito e una promessa. Basta lasciarsi prendere per mano. E, impareremo a capirlo, le promesse di Natuzza sono più di una garanzia, sono una certezza. 'Tutte le anime che mi hai raccomandato – le dice più volte Gesù – sono qui con me'.

Ne viene fuori un romanzo bellissimo, il romanzo di una donna del sud, che pur non essendo mai andata a scuola riesce a leggere lingue diverse dalla sua,di una donna che durante la Settimana Santa di ogni anno viveva il grande mistero delle stigmate, alle mani e ai piedi, di una donna che il venerdi santo di ogni Santa Pasqua viveva la Passione di Gesù sul suo costato e sulla sua fronte con dolore e rassegnazione, di una donna che sudava sangue, e il sangue che le sgorgava dalle ferite diffuse lasciava immagini sacre sui fazzoletti bianchi usati per detergerlo, di una donna che raccontava di parlare con Gesù e con la Madonna, questa “signora bellissima” che un giorno le apparve in sogno e che le chiese di costruire tra questi ulivi secolari una Chiesa che portasse il suo nome. Di una donna che raccontava ai suoi sacerdoti di essere in grado di entrare in contatto con i morti, e di essere in grado di raccontare le bellezze del paradiso e la tragedia dell’inferno, un mistero irrisolto, che oggi a distanza di 100 anni dalla sua nascita e 14 anni dopo la sua morte acquista un peso e un significato ancora pià profondo.

Roberto Italo Zanini in questo supera se stesso, e ci offre di questa mistica calabrese in odore di santità una immagine fiera, serena, composta, rigorosa, affettuosa e aperta al mondo che veniva a cercarla, una vera apostola di fede, più che una santa.

Dentro questo libro troviamo decine di colloqui diversi, testi trascritti a mano, sono i colloqui che Natuzza diceva di avere con Gesù e con Maria Immacolata, e che lei stessa dopo ogni “visione straordinaria” ricostruiva e dettava ai sacerdoti che le stavano più vicini. Don Pasquale Barone, don Michele Cordiano, questo libro di Roberto Zanini alla fine è anche la loro storia personale e privata di sacerdoti cresciuti e allevati nella chiesa di Paravati, votati a Natuzza come figli veri e naturali di questa grande mamma, mediatori e messaggeri essi stessi del grande misticismo di questa donna, che addirittura aveva il dono della bilocazione e che migliaia di persone nel mondo giurano di avere avuta in visita a casa propria, pur sapendo che Natuzza in realtà non si era mai mossa dalla sua casa natale.

Bello, articolato, riflessivo, finalmente un romanzo sereno, che tiene lontani, forse per scelta i toni sensazionali del racconto che per anni tutti noi abbiamo fatto di Natuzza Evolo, un libro in cui Roberto Zanini ricostruisce il linguaggio del cuore più che i segni del sangue a cui natuzza ci aveva abituati, una sorta di preghiera pubblica destinata al popolo di Natuzza, e che continua a venire qui a Paravati, questa piccola Lourdes del mezzogiorno d’Italia, a ritrovare la sua voce, il suo sguardo, le sue intemperanze.

Dio mio quante cose si potrebbero ancora scrivere di lei.Ma Roberto Zanini lo fa in maniera davvero magistrale. Emblematica, devo dire, è la quarta di copertina di questo suo libro, dove a differenza della fotografia dell’autore, perché così si fa in genere, c’è la foto iconica di don Attilio Nostro, il nuovo Vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea che con le braccia proteste sulle mani del Cristo scolpito apre il grande portale di bronzo della nuova Basilica di Paravati, la Chiesa costruita da Natuzza pietra su pietra perché “così mi aveva chiesto la Madonna la prima volta che mi era apparsa”.

Un’immagine quasi profetica, e mi piace ripetere “iconica” perché in quelle braccia di don Attilio che spingono il portale di bronzo c’è per intero l’immagine forte e possente di una Chiesa che si apre al mondo e che non giudica, ma condivide con il mondo e le mille emozioni del cuore e della mente.

La domanda finale che viene spontanea dopo aver letto questo libro è questa: “Ma Natuzza quando sarà riconosciuta santa dalla Chiesa?”. La risposta è dentro questo romanzo, e lo è sin dalle prime pagine “Natuzza – si legge nel libro – è come la Bibbia dei poveri, è maestra degli umili, è esemplificazione della teologia dei segni. Tutto in lei si compie per realizzare l’incontro fra Dio e il cuore delle persone, le loro anime più che il loro intelletto”.

Ma la vera forza di questo saggio è anche la riflessione di uno dei più grandi teologi dei nostri tempi, Padre Bartolomeo Sorge, famoso gesuita palermitano che nei fatti insieme a padre Arrupe ispirò la “Primavera di Palermo” subito dopo la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e che conosceva bene sia Paravati che Natuzza Evolo e di cui traccia un profilo direi oggi profetico.

“La forza di Natuzza- scrive nella sua postfazione padre Sorge- non sta nella simpatia naturale, nel buon senso, nei fatti che le accadevano e che suscitano curiosità, non è questa la exousìa! In lei c’era, c’è, quel fascino che mentre ti parla ti tocca il cuore! Il dono dello Spirito, che si serve della debolezza per manifestare la sua potenza. Il Signore va in cerca dei deboli, degli umili, perché si affidano, non si vantano. 'Quando sono debole, è allora che sono forte' spiega San Paolo. Quindi quando parliamo di Natuzza debole, ignorante, piccola, povera facciamo l’elogio della sua santità. Tutti i santi sono così: consapevoli di essere vermi della terra!”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

“Natuzza Evolo. Come Bibbia per i semplici”
Pino Nano
PPN
Prima Pagina News
Roberto Italo Zanini

APPUNTAMENTI IN AGENDA