Nordio: "Sulla riforma della giustizia non vacilleremo"
"Non vi è alcun cedimento al contrario nella lotta contro la mafia ma c’è un’esigenza di certezza di diritto perché insisto nel dire che la stessa parola ‘concorso esterno’ è un ossimoro".
(Prima Notizia 24)
Venerdì 14 Luglio 2023
Torino - 14 lug 2023 (Prima Notizia 24)
"Non vi è alcun cedimento al contrario nella lotta contro la mafia ma c’è un’esigenza di certezza di diritto perché insisto nel dire che la stessa parola ‘concorso esterno’ è un ossimoro".
In merito alla riforma della giustizia, "non vacilleremo", nonostante il fatto che le polemiche "saranno inevitabili".

Così il Guardasigilli Carlo Nordio, durante un collegamento video con un convegno organizzato a Torino, in occasione dei vent'anni dalla morte dell'avvocato Vittorio Chiusano.

“Quello che mi dispiace è che le polemiche molto spesso, per non dire sempre, non sono fondate su argomenti razionali e su principi chiari e distinti ma generalmente su reazioni emotive o addirittura su preconcetti”, evidenzia Nordio.

Tuttavia, prosegue, "non vacilleremo e non esiteremo nel portare avanti quella che era l’opera di Giuliano Vassalli. Il nostro e mio obiettivo in particolare, è quello di realizzare nel miglior modo possibile l’idea di questo grande giurista e patriota che aveva all’orizzonte un codice accusatorio modellato più o meno su quello anglosassone di cui ha trovato dei limiti politici e costituzionali perché un vero processo accusatorio di tipo anglosassone confligge con alcuni principi che sono radicati nella nostra Costituzione, a cominciare dall’obbligatorietà dell’azione penale.

In tutti i Paesi anglosassoni conoscono l’azione penale solo come discrezionale, tutti sanno che da noi non è più nemmeno discrezionale ma è diventata arbitraria”, continua.

In merito all'abuso d'ufficio, precisa: “non vi è alcun cedimento al contrario nella lotta contro la mafia ma c’è un’esigenza di certezza di diritto perché insisto nel dire che la stessa parola ‘concorso esterno’ è un ossimoro, un ossimoro così evidente che parte da una contraddizione lessicale della lingua italiana: concorrere deriva da concurrere, correre insieme, stare insieme, stare dentro, mentre estraneo deriva da extra, stare fuori, quindi non ha senso mettere insieme chi sta dentro con chi sta fuori, o si sta dentro o si sta fuori”.

“Questo non significa che non vi siano delle attività che debbano essere punite perché sono compiute senza far parte del sodalizio e senza concorrere minimamente in termini causali agli scopi dell’organizzazione, ma devono essere consacrato in una norma ad hoc”, chiarisce Nordio.

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