Patuanelli (M5S): "Deficit al 3,1% già prima della guerra, il Governo non ha visione"

Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle attacca l'esecutivo dopo i dati sui conti 2025: "L'austerità silenziosa ha bloccato il Paese. Si sacrifica la crescita per inseguire un'ossessione contabile".

(Prima Notizia 24)
Venerdì 03 Aprile 2026
Roma - 03 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle attacca l'esecutivo dopo i dati sui conti 2025: "L'austerità silenziosa ha bloccato il Paese. Si sacrifica la crescita per inseguire un'ossessione contabile".

Il Movimento 5 Stelle lancia un duro affondo contro la gestione economica del Governo, partendo dai recenti dati Istat sul rapporto tra indebitamento e prodotto interno lordo.

In una nota ufficiale, il vicepresidente pentastellato Stefano Patuanelli afferma che l'istituto di statistica "certifica quello che denunciamo da mesi: nel 2025 il rapporto deficit/Pil si attesta al 3,1 per cento. Un dato già scritto nei conti pubblici ben prima delle tensioni internazionali, che smonta sul nascere qualsiasi tentativo di scaricare responsabilità su fattori esterni".

Secondo l'ex ministro, il quadro economico attuale è il risultato di scelte politiche precise che avrebbero ignorato i segnali di rallentamento dell'economia reale. Patuanelli evidenzia come il rispetto formale dei parametri europei non abbia prodotto i benefici sperati in termini di dinamismo economico.

"Il punto, però, è ancora più grave. Questo 3,1 per cento arriva in un Paese fermo, senza crescita, con la produzione industriale in calo e i consumi stagnanti", incalza il senatore, aggiungendo che "il governo ha applicato un'austerità silenziosa, comprimendo l'economia reale senza avere il coraggio di dirlo".

L'accusa principale rivolta alle ultime quattro manovre finanziarie è quella di aver inseguito il vincolo del 3% senza però garantire "stabilità, credibilità, rafforzamento dei conti", lasciando l'Italia in una posizione di fragilità rispetto ai partner europei che utilizzerebbero la leva del deficit per sostenere l'industria.

La critica del M5S si sposta poi sulla mancanza di una strategia di lungo periodo, con il rischio di una deriva recessiva imminente. "Si è scelto di fare l'opposto: sacrificare la crescita sull'altare di un numero, trasformando il limite del 3% in un fine e non in uno strumento. Il risultato è il peggiore possibile: un Paese immobile e più debole", prosegue la nota.

Patuanelli avverte che attribuire le difficoltà al contesto internazionale sarebbe una forzatura: "La verità è che questo Governo non ha alcuna visione economica, ma solo un'ossessione contabile. E sta trascinando l'Italia verso una stagnazione che rischia di trasformarsi presto in recessione".

L'esponente grillino conclude chiedendo un cambio di rotta basato su investimenti e politiche industriali, avvisando che "altrimenti il 2026 sarà l'anno della resa dei conti".


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