
- Prima Notizia 24
- Napoli - Lunedì 19 Ottobre 2026, 12:50
Protesta degli autotrasportatori, paralizzati porti e snodi autostradali al Sud: blocchi a Napoli e disagi su A1, Puglia e Isole
La mobilitazione contro il caro-carburante blocca il varco Bausan nel capoluogo campano e provoca chilometri di coda tra Campania e Lazio. Presidi e rallentamenti in Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia in attesa del vertice con Salvini.
Esplode in tutto il Mezzogiorno la protesta degli autotrasportatori contro il rincaro del gasolio e la crisi del settore, provocando pesanti ripercussioni sulla circolazione autostradale e sulle attività portuali. Dalle prime ore della notte la mobilitazione ha toccato lo snodo autostradale campano e l'accesso allo scalo marittimo di Napoli, per poi estendersi con presidi diffusi in Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia.
I disagi principali si registrano sulla rete autostradale campana a partire dalle 3.00 del mattino, in seguito alla chiusura temporanea dello svincolo tra la A1 Milano-Napoli e la A30 Caserta-Salerno per chi proviene dal capoluogo partenopeo. Le ripercussioni sul traffico si traducono in oltre due chilometri di coda tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord in direzione Roma, a cui si aggiungono altri due chilometri tra la stessa barriera e Caserta Nord e tre chilometri di incolonnamento sulla A30 tra Maddaloni e il bivio A1.
Sul posto operano la Polizia Stradale e le squadre del 6° Tronco di Cassino di Autostrade per l'Italia per gestire i percorsi alternativi.
La protesta ha bloccato anche il porto commerciale di Napoli, dove un gruppo di mezzi ha sbarrato il varco Bausan spiegando in maniera pacifica agli automobilisti bloccati le motivazioni della vertenza. La mobilitazione sta gradualmente contagiando l'intera dorsale meridionale.
A Bari una trentina di tir arrivati da Altamura e organizzati dal consorzio Acar si sono posizionati sul lungomare a Punta Perotti in attesa di un incontro con il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. I trasportatori denunciano una crisi sistemica aggravata dall'inflazione, dal ritardo sui crediti d'imposta e dall'assenza di sostegni governativi immediati.
In Sicilia il fermo indetto dal Comitato trasportatori siciliani (Cts) blocca l'operatività di tutti i porti dell'isola, pur lasciando libero il transito terrestre dell'ortofrutta attraverso lo Stretto di Messina e senza imporre blocchi stradali. Come chiarito dal coordinatore Salvatore Bella, i mezzi resteranno fermi nei parcheggi fino a martedì 20 ottobre, in attesa dell'esito dell'imminente confronto a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, la cui approvazione delle istanze della categoria potrebbe portare alla revoca immediata dello sciopero.
In Calabria la sigla Fedralog ha posizionato decine di veicoli pesanti sulla Statale 18 a Fuscaldo, nel Tirreno cosentino, provocando rallentamenti controllati ma garantendo il passaggio dei mezzi di soccorso. Al presidio si sono uniti in solidarietà gli studenti e i docenti del liceo Metastasio di Scalea, scesi in strada con striscioni contro i tagli e il carovita.
Presidi senza blocchi totali si segnalano infine anche agli ingressi di Potenza, nel Metapontino e nella zona industriale di Tito in Basilicata, mentre sulla rete di distribuzione carburanti la situazione sta lentamente tornando alla normalità dopo giornate di forte pressione sulle forniture.
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