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  • Roma - Giovedì 15 Ottobre 2026, 19:55

Proteste e violenze in Albania, terzo giorno di scontri a Tirana: Rama promette pugno duro contro i manifestanti

Tensione alta nella capitale tra gas lacrimogeni e idranti, con gli studenti in piazza contro carotasse e degrado degli atenei. Il premier accusa l'opposizione e assicura sanzioni per i danneggiamenti.

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Non accenna a rientrare la marea di protesta che sta attraversando l'Albania, dove per la terza giornata consecutiva la capitale Tirana è stata teatro di aspri scontri tra le forze dell'ordine e i cortei di protesta.

I dimostranti sono scesi in piazza per sollecitare le dimissioni del primo ministro Edi Rama e invocare interventi strutturali a tutela della popolazione studentesca, denunciando i costi insostenibili delle tasse universitarie e la fatiscenza delle strutture accademiche.

Nelle giornate di martedì e mercoledì le mobilitazioni sono sfociate nell'occupazione di diversi uffici pubblici e nell'incendio di un edificio governativo, spingendo la polizia a far uso di cannoni ad acqua e gas lacrimogeni lungo le principali arterie stradali per disperdere i blocchi, mentre la protesta inizia ad estendersi anche ad altre municipalità del Paese.

A seguito dei blitz e delle devastazioni agli immobili istituzionali, il premier Edi Rama si è recato personalmente nei siti danneggiati dalle frange più radicali, affidando ai social network una dura presa di posizione.

"Tutti sono responsabili davanti alla legge e tutti coloro che hanno contribuito a questo caos la pagheranno sicuramente", ha affermato il capo del governo in un video diffuso tramite la sua pagina Facebook, cogliendo l'occasione per puntare il dito contro le forze di opposizione, accusate di voler affossare il Paese ogni volta che prova a riscattarsi.

L'acuirsi dei disordini rappresenta il culmine di una lunga stagione di agitazioni sociali e politiche nate nei mesi scorsi, originariamente innescate dalle polemiche legate a un controverso piano di sviluppo e investimenti turistici riconducibile alla famiglia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

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