Qualora il Terzo Polo dovesse raggiungere l'obiettivo del 10%, Italia Viva non esulterà danzando lungo i Fori Imperiali di Roma. Così, in un'intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, Matteo Renzi.
"Sono stato sobrio anche quando abbiamo fatto il 41 per cento, figuriamoci se mi metto a ballare adesso. La verità è che più della percentuale mi interessa il nome del premier. Ormai è chiaro a tutti che le alternative sono due: o Giorgia Meloni o resta Mario Draghi. Se il terzo polo va molto bene, il premier è Draghi. Se noi non facciamo il botto, ci va la Meloni. Tutto qui", dice l'ex Presidente del Consiglio.
Per poter vincere a discapito dei sondaggi, il Partito Democratico dovrebbe risultare come simbolo più votato: “Purtroppo Letta ha sbagliato tutto. A me dispiace per i tanti del Pd che sono militanti appassionati, ma la strategia del nuovo segretario porterà il Pd a una disfatta. In fila senza ideologismi: ha proposto di aumentare le tasse, vuole abbracciare l’agenda Draghi ma si è alleato con chi ha sempre votato contro Draghi, ha regalato un seggio a Di Maio dopo tutto quello che Di Maio aveva detto del Pd ma ha rotto coi centristi, si è alleato con chi vuole abolire la proprietà privata, cominciando dagli aerei.
Letta non è cattivo: semplicemente non credo che la politica sia il suo forte. E temo che per colpa sua la Meloni possa ambire a Palazzo Chigi. Non è un caso se i principali dirigenti del Pd più che alle elezioni stanno pensando al congresso del giorno dopo: tutti lo dicono in privato, nessuno lo confessa in pubblico”.
Il leader di Italia Viva sta affrontando la campagna elettorale con entusiasmo, anche se da una posizione più defilata: “Ho fatto un passo indietro perché altrimenti il progetto non sarebbe mai nato. Mi hanno insegnato che in politica bisogna coltivare anche la generosità. Se hai un’idea forte, non importa qual è il tuo ruolo: è più importante il sogno collettivo”.
Alle 20 di domani sera, Renzi partirà con la sua campagna elettorale da un luogo a lui molto caro, il Palazzo dei Congressi di Firenze, da dove, nel 2008, iniziò il suo percorso politico: “Sono felice di tornarci, è un luogo a me caro. Riparto dalla Sala Rossa del Palazzo dei Congressi con lo stesso entusiasmo con cui sono partito per Palazzo Vecchio 14 anni fa. Anche domani, come nel 2008, ricorderemo che la politica è una cosa bella, nobile, che si fa col sorriso sulle labbra e con coraggio. Poltrone e rendite di posizione - conclude Renzi - non ci interessavano allora, men che mai adesso”.
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