Ricerca, Bernini: "Al fianco del Cnr per non disperdere il patrimonio di conoscenze, pronti 2.000 ingressi"

Il ministro dell'Università e della Ricerca annuncia un piano straordinario di reclutamento da 60,7 milioni di euro per stabilizzare le competenze nate con il Pnrr e rafforzare il capitale umano degli enti pubblici.

(Prima Notizia 24)
Martedì 24 Marzo 2026
Roma - 24 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Il ministro dell'Università e della Ricerca annuncia un piano straordinario di reclutamento da 60,7 milioni di euro per stabilizzare le competenze nate con il Pnrr e rafforzare il capitale umano degli enti pubblici.

Il Ministero dell'Università e della Ricerca conferma il proprio impegno nel sostenere il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l'intero comparto scientifico nazionale, con l'obiettivo di blindare le professionalità cresciute negli ultimi anni.

In occasione del percorso avviato dal Cda del Cnr per il rafforzamento strutturale di 185 tra ricercatori e tecnologi, il ministro Anna Maria Bernini ha ribadito la strategia del governo: “Come ministero dell’Università e della Ricerca, siamo al fianco del Cnr e degli enti di ricerca per non disperdere un patrimonio di conoscenze costruito grazie a ingenti investimenti e all’impegno quotidiano dei ricercatori. Lavoriamo per garantire la continuità delle attività e valorizzare le competenze sviluppate in questi anni, anche grazie al Pnrr".

Secondo il ministro, la sfida principale consiste nel trasformare le opportunità temporanee legate ai fondi europei in posizioni lavorative stabili e qualificate. “Come Mur, infatti, abbiamo messo in campo un piano straordinario di reclutamento e valorizzazione del personale della ricerca, finanziato con 60,7 milioni a regime, che consentirà l’ingresso fino a 2.000 ricercatori nel sistema universitario e degli enti di ricerca, come il Cnr. Una misura strutturale che offre prospettive concrete anche ai ricercatori oggi impegnati nell’Ente e che punta a trasformare l’esperienza del Pnrr in occupazione qualificata, rafforzando in modo duraturo il capitale umano della ricerca italiana”, ha spiegato Bernini.

L'intervento mira dunque a dare certezze a chi opera sul campo, assicurando che l'eccellenza scientifica italiana disponga di risorse umane adeguate e prospettive di carriera solide per affrontare le sfide del futuro.


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