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  • Rimini - Mercoledì 10 Giugno 2026

Rimini, omicidio Pierina Paganelli: la Corte d'Assise assolve Dassilva, Procura ricorrerà in appello

Verdetto a sorpresa nella notte dopo oltre 15 ore di camera di consiglio: il 36enne viene scagionato dall'accusa di omicidio volontario e scarcerato immediatamente. Esultano i difensori e la moglie Valeria Bartolucci, mentre i parenti della vittima lasciano l'aula in silenzio. I magistrati riminesi presenteranno ricorso dopo il deposito delle motivazioni.

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Il lungo e complesso percorso processuale legato a uno dei gialli di cronaca nera più mediatici degli ultimi anni giunge a un primo, clamoroso punto di svolta.

La Corte d’Assise di Rimini ha assolto con formula piena Louis Dassilva, disponendone l'immediata scarcerazione. Il 36enne era l'unico imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli, l'anziana donna barbaramente uccisa nell’ottobre del 2023 all'interno del garage del complesso residenziale di via dei Ciclamini, a Rimini. Il verdetto, che ribalta completamente l'impianto accusatorio, è arrivato alle ore 2:25 della notte, al termine di una camera di consiglio fiume durata oltre 15 ore, durante la quale il collegio giudicante — composto da due magistrati togati e sei giudici popolari — ha vagliato migliaia di pagine di fascicoli, perizie scientifiche e deposizioni testimoniali.

L'imputato ha appreso la decisione della giuria restando seduto tra i suoi legali, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, all'interno di un'aula di tribunale gremita in ogni ordine di posto. Al momento della lettura del dispositivo, il pubblico ministero ha visto respingere la richiesta di condanna all'ergastolo che era stata formulata contestando l'omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà, motivi abietti e minorata difesa della vittima.

Alla pronuncia del giudice è scattato un lungo applauso tra i presenti, mentre Dassilva, visibilmente commosso, si è portato le mani al volto stringendosi in un forte abbraccio con i suoi difensori; di contro, i familiari di Pierina Paganelli hanno preferito abbandonare immediatamente il palazzo di giustizia senza rilasciare dichiarazioni.

Il risultato premia la linea argomentativa sostenuta fin dalle prime battute dal team legale che ha assistito il cittadino straniero.

Al termine dell'udienza, l’avvocato Riario Fabbri ha espresso la propria profonda soddisfazione professionale: “È un risultato che abbiamo cercato fin dall’inizio, in cui abbiamo creduto. Abbiamo portato degli elementi molto importanti alla Corte e apprezziamo il fatto che hanno accolto le nostre tesi difensive. C’è grande gioia, oggi finalmente riusciamo a ridare a Dassilva dignità, riusciamo a poter dire tranquillamente che quello che abbiamo sempre sostenuto è condiviso anche dalla Corte d’Assise di Rimini”.

Accanto all'uomo è rimasta sempre la moglie, Valeria Bartolucci, che ha accolto con sollievo la pronuncia dei giudici pur evidenziando come l'inchiesta resti formalmente aperta per individuare il reale responsabile del delitto: “Sono felice perché una parte della verità è emersa. Adesso non so a chi toccherà far emergere l’altra”.

La vicenda giudiziaria, tuttavia, è tutt'altro che archiviata. I vertici della Procura della Repubblica di Rimini hanno infatti già preannunciato l'intenzione di impugnare la sentenza di primo grado, formalizzando il ricorso in appello non appena i giudici avranno depositato le motivazioni scritte del verdetto, un passaggio tecnico atteso entro i prossimi 90 giorni.

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