Sabaudia Estate, Roberto Alesse e l’analisi del potere pubblico in Italia.
Parterre delle grandi occasioni a Sabaudia per un'altra delle presentazioni dell’ultimo libro di Roberto Alesse, Direttore Generale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, oggi uno tra i massimi esperti del settore delle Pubblica Amministrazione in Italia. Con lui anche Gianfranco Fini.
di Pino Nano
Domenica 06 Agosto 2023
Roma - 06 ago 2023 (Prima Notizia 24)
Parterre delle grandi occasioni a Sabaudia per un'altra delle presentazioni dell’ultimo libro di Roberto Alesse, Direttore Generale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, oggi uno tra i massimi esperti del settore delle Pubblica Amministrazione in Italia. Con lui anche Gianfranco Fini.

A Sabaudia, L'Oasi dei libri è un cenacolo di cultura come pochi di questa estate italiana tutta “votata” ai libri e alla cultura.Il tema centrale scelto per questa edizione 2023, “Lezioni sulla contemporaneità”, è intrigante, e solo un intellettuale di grande respiro come lo scrittore Luigi Tivelli poteva costruire un giocattolo più esclusivo di questo,.

Il prossimo appuntamento è per il prossimo 9 agosto, alle ore 19:00, all’ Oasi di Kufra, per un “Aperitivo con l’autore”, che in questo caso è Roberto Alesse, manager di Stato, Direttore generale della Agenzia delle dogane e dei monopoli, ma soprattutto profondo conoscitore dei meccanismi del potere in Italia. Un evento nell’evento per questa kermesse “tivelliana”.

Roberto Alesse sarà a Sabaudia per una delle sue  presentazioni del suo ultimo libro,”Il Declino del potere pubblico in Italia”, che è un saggio di grande interesse sociologico politico e antropologico , e che racconta il potere in tutte le sue varie sfaccettature.

Molto articolato il programma della serata.

Dopo i saluti del Gen Alberto Mosca Sindaco di Sabaudia , aprirà i lavori Luigi Tivelli, scrittore, costituzionalista, politologo, ma soprattutto Presidente della Academy di cultura e politica Giovanni Spadolini, che è uno dei circoli politico-culturali oggi più esclusivi del Paese. 

E a discutere del saggio di Roberto Alesse, Luigi Tivelli ha precettato attorno allo stesso tavolo Maurizio Falco, Prefetto di Latina; Giuseppe Pecoraro, Già prefetto di Roma; Tonj Ortoleva Direttore di Latina Oggi che modererà il dibattito generale, e infine come ciliegina sulla torta la “Lezione accademica sul potere” di Gianfranco Fini, già vicepresidente del Consiglio, presidente della Camera dei Deputati e Ministro degli esteri.

Poi –sorride Luigi Tivelli- “daremo spazio alla fase più nobile della serata, una sorta di Question Time con il pubblico presente”. Più di così si muore davvero.

Ma questa di Sabaudia in realtà per Roberto Alesse è un'altre prova d’autore. Prima di Sabaudia il suo saggio, infatti, sempre per merito di Luigi Tivelli, era già stato presentato a Roma qualche settimana fa  dal vice ministro dell'Economia e delle finanze Maurizio LeoLuigi Fiorentino, Capo Dipartimento per l’Informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanni Pitruzzella, avvocato generale della Corte di Giustizia europea, e Beniamino Quintieri, economista e prossimo Presidente dell'Istituto del Credito Sportivo.

Il libro di Roberto Alesse fornisce al lettore riflessioni stimolanti su come oggi si possa impedire il declino delle classi dirigenti “in un'epoca – spiega lo stesso manager- dominata dall'eclissi dei meccanismi di selezione meritocratica e dall'affermazione del qualunquismo populista”.

Un insieme di ricette culturali, insomma, che fanno comprendere straordinariamente bene come l'autore -uno dei più noti “Civil Servant” della Repubblica- abbia maturato nel corso della sua lunga esperienza professionale idee e convinzioni che costituiscono oggetto di attento dibattito nazionale.

Alla domanda, “Come nasce questo saggio dedicato alla crisi del sistema?”, Roberto Alesse risponde alla sua maniera di sempre, cortese ma determinato: “Il libro nasce dall’esigenza di fare un “primo” bilancio della mia ormai lunga e variegata esperienza professionale al servizio esclusivo dello Stato. Ho lavorato, nel corso del tempo, in dieci amministrazioni pubbliche diverse tra loro, compresa l’attuale, tenendo conto di quello che è sempre stato il mio bagaglio culturale ispirato, anche per una certa inclinazione caratteriale, a principi illuministici, a principi rigorosamente laici, a principi, se vogliamo, di natura “guicciardiniana”.

-In che senso Direttore?

“Si tratta di principi che ruotano intorno ad un duplice e sintetico assunto: da un lato, secondo me, il popolo, soprattutto nella sua accezione non giuridica, non va idolatrato oltre misura, per incensare falsamente i riti liturgici della democrazia, anche perché il popolo, ricordiamocelo sempre, ha un piccolo difetto di origine: tra Gesù e Barabba non ebbe alcuna esitazione a scegliere quest’ultimo. Dall’altro, il potere pubblico deve essere gestito da élite illuminate, dai cosiddetti “optimates”, direbbe il sociologo ed economista Vilfredo Pareto, dotati di un fortissimo e moderno sapere di ufficio da mettere al servizio della collettività”.

Chi, giorno 9 agosto, sarà dalle parti di Sabaudia(Oasi di Kufra), vada a sentirlo. Sarà molto interessante.


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