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Una delegazione della Figec, la Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione, composta dal presidente Lorenzo Del Boca e dal componente della Giunta esecutiva Pierluigi Roesler Franz, è stata ricevuta in audizione dalla 2ª Commissione Giustizia del Senato, presieduta dalla Presidente senatrice Giulia Bongiorno.
“È stato un incontro che la Figec ritiene molto positivo e proficuo, sia per il clima di estrema cordialità in cui si è svolto, ma soprattutto – sottolinea il segretario generale Carlo Parisi- perché Figec viene ufficialmente riconosciuta a tutti gli effetti da una delle più alte Istituzioni della Repubblica come formazione sociale, evidenziando – se ce ne fosse ancora bisogno – che la Fnsi, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, non può più essere considerata, dopo oltre un secolo, come il sindacato unico dei giornalisti italiani”.
Nel corso dell’incontro, il giornalista Pierluigi Roesler Franz, componente della Giunta Esecutiva e coordinatore del Gruppo Cronisti della Figec, ha illustrato ai senatori in Commissione i principali temi sul tappeto, riguardanti la diffamazione a mezzo stampa, radio, tv e online, nonché le querele temerarie, oggetto di cinque diversi disegni di legge presentati da vari partiti.
Alla fine dell'audizione lo stesso Pierluigi Roesler Franz e il Presidente Lorenzo Del Boca hanno consegnato alla senatrice Giulia Bongiorno il documento completo delle proposte e delle indicazioni Figec in tema di riforma della giustizia.
Lo stesso Pierluigi Roesler Franz, presente in Senato anche il segretario generale della Figec, Carlo Parisi- ha chiarito alla Presidente Giulia Bongiorno che «libertà di stampa non è licenza di diffamare. Serve però mettere i giornalisti nelle condizioni di lavorare in un clima di serenità nel quale chi sbaglia deve giustamente pagare, senza però autocensurarsi preventivamente nel timore di pesanti ripercussioni, soprattutto in sede civile».
70 cartelle di dati, riferimenti, citazioni,ricerche giuridiche, letteratura corrente e interpretazioni normative, un dossier completo e articolato che Pierluigi Roesler Franz , Carlo Parisi e Lorenzo Del Boca, prima di andare via da Palazzo Madama hanno consegnato alla Presidente della Commissione Giustizia come traccia di lavoro e linee guida del dibattito in corso sui temi della giustizia legati al mondo della comunicazione, e in cui la Figec “auspica che il Parlamento provi a cambiare passo, prospettiva e impostazioni partendo finalmente da un ovvio presupposto, cioè che anche i giornalisti iscritti all’Ordine professionale, in applicazione del celebre motto latino “errare humanum est, sed perseverare autem diabolicum”, possono sbagliare in buona fede così come tutti gli altri esseri umani e come le altre categorie di professionisti lavoratori autonomi iscritti nei rispettivi Ordini”.
“Nella memoria consegnata al Senato- dice Pierluigi Franz- abbiamo inserito alcuni capitoli di discussione che riteniamo fondamentali per il futuro del giornalismo italiano:– Dolo specifico, e non generico;– Rettifica di un articolo ritenuto denigratorio dell’onore e/o della reputazione;– Assurdità dei 2 diversi termini oggi esistenti per presentare, da un lato, querela per diffamazione a mezzo stampa (90 giorni) e, dall’altro, causa civile di risarcimento danni da diffamazione (5 anni o addirittura 10 anni);– Irragionevole durata dei processi di diffamazione;– Danno da diffamazione non assicurabile.
Pierluigi Franz in Commissione è stato perentorio: “Attualmente, affinché si possa configurare il reato di diffamazione è sufficiente un dolo generico: in recepimento della giurisprudenza Cedu è auspicabile una riforma che introduca il requisito di un dolo specifico, ovvero la volontà di diffamare o la colpa grave (ad esempio per mancanza di verifica della notizia), rendendo non punibili gli errori commessi in buona fede tenendo anche conto che giovani giornalisti collaboratori, precari e free lance e molti cronisti anche non più giovani non godono più delle retribuzioni di una volta. Colleghi giornalisti- ricorda Pierluigi Franz alla Presidente Giulia Bongiorno- che vengono oggi sottopagati e retribuiti con neppure 2/3 euro ad articolo, immagine riflessa di un mondo dell’editoria che sta attraversando la più grave crisi della sua storia, esplosa da circa una quindicina d’anni con un crollo di vendite della carta stampata e la chiusura definitiva o addirittura la scomparsa di migliaia di edicole in tutta Italia”.
Un dibattito quanto mai attuale e concreto su temi che oggi riguardano direttamente l’intero mondo del giornalismo italiano. Ma l’audizione di FIGEC – sottolinea Carlo Parisi-è solo l’inizio di tutta un’altra serie di incontri istituzionali che FIGEC avrà con le massime rappresentanze istituzionali del Paese perché tutti conoscano quelle che saranno le nostre battaglie future in difesa del mondo della comunicazione italiana tutta”.
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