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L'Aula di Palazzo Madama commemora il fondatore della Lega con un minuto di silenzio. Il Presidente del Senato ricorda l'ultimo contatto e la genesi militante del Carroccio tra vernice e pennelli.
L'Aula di Palazzo Madama commemora il fondatore della Lega con un minuto di silenzio. Il Presidente del Senato ricorda l'ultimo contatto e la genesi militante del Carroccio tra vernice e pennelli.
L'Aula del Senato ha reso omaggio a Umberto Bossi con una commemorazione solenne, aperta dal ricordo del presidente Ignazio La Russa e suggellata da un minuto di raccoglimento.
Durante il suo intervento, La Russa ha svelato un retroscena privato risalente a poco prima della scomparsa del Senatùr: “Avevo sentito Umberto Bossi due mesi fa. Mi aveva chiamato con l’ausilio della sua segretaria e ci eravamo detti di vederci. Spero che da lassù mi abbia scusato per questa omissione, faccio ammenda e lo ricordo”.
Il Presidente ha poi tratteggiato il profilo di un leader capace di rivoluzionare la comunicazione politica partendo dalla strada. “Mio indimenticato amico – ha proseguito – ripeteva sempre che i muri sono i libri del popolo. E questo fotografa bene la militanza e il modo di comunicare con la gente degli inizi della Lega. Lo facevano con vernice e pennello, scrivendo sui muri”.
Con queste parole, la seconda carica dello Stato ha voluto sottolineare l'impatto identitario del fondatore del Carroccio sulla storia della Repubblica, ribadendo l'“affettuosa vicinanza e il cordoglio personale e dell’Aula alla Lega e alla famiglia”.
La cerimonia si è conclusa con il Senato in piedi per onorare la memoria dell'ex senatore, protagonista indiscusso di oltre trent'anni di vita parlamentare.
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