
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 19 Giugno 2026
Texas, stop al vaccino obbligatorio contro l’influenza: 160 soldati colpiti dal contagio nella base di Lackland
Il focolaio influenzale nella base di Lackland riaccende il dibattito sull'abolizione dell'obbligo vaccinale per i militari americani.
L'abolizione dell'obbligo vaccinale contro l'influenza per il personale militare americano torna al centro delle polemiche dopo il focolaio registrato nella base aerea di Lackland, in Texas. A meno di due mesi dalla decisione del segretario alla Difesa Pete Hegseth di eliminare l'obbligo del vaccino antinfluenzale per tutti i membri delle forze armate, circa 160 soldati sono stati colpiti da un'epidemia influenzale all'interno della struttura militare. La situazione si è aggravata ulteriormente venerdì scorso, quando una giovane recluta è morta dopo essere stata ricoverata in un ospedale militare. Al momento non è stato accertato se il decesso sia direttamente collegato all'infezione influenzale, ma l'episodio ha riacceso il dibattito sulla scelta del Pentagono.
La decisione di Hegseth
Lo scorso aprile Hegseth aveva annunciato la fine dell'obbligo vaccinale contro l'influenza per il personale delle forze armate, definendo la misura adottata in precedenza "esagerata e assurda".Nel motivare la decisione, il segretario alla Difesa aveva accusato la precedente amministrazione Biden di aver limitato la libertà personale dei militari anche sul piano sanitario. "Sotto la disastrosa amministrazione Biden, il Pentagono ha scatenato una guerra senza quartiere contro i nostri guerrieri su molti fronti, compreso il fatto di negare loro autonomia in materia di medicina e la libertà di esprimere convinzioni religiose", aveva dichiarato. Le sue posizioni si inseriscono in una linea più ampia condivisa da esponenti dell'attuale amministrazione repubblicana, tra cui il presidente Donald Trump e il segretario alla Salute Robert Kennedy Jr., spesso critici nei confronti delle politiche vaccinali adottate negli anni della pandemia.
Il focolaio nella base di Lackland
Secondo quanto riportato dal New York Times, il contagio si è diffuso rapidamente tra le reclute della Lackland Air Force Base, una delle principali strutture di addestramento dell'aeronautica militare statunitense. Le condizioni di vita all'interno della base avrebbero favorito la trasmissione del virus: i militari condividono infatti camerate con letti a castello e consumano i pasti in grandi mense comuni. Dopo l'eliminazione dell'obbligo vaccinale, soltanto il 40% delle nuove reclute dell'Air Force avrebbe scelto di sottoporsi volontariamente alla vaccinazione contro l'influenza. Nel giro di poche settimane sono stati registrati circa 160 casi, costringendo i vertici militari a intervenire.
L'Air Force torna sui propri passi
Di fronte all'aumento dei contagi, l'Air Force ha deciso di introdurre una deroga alla direttiva emanata dal segretario alla Difesa. Le nuove reclute assegnate alla base di Lackland dovranno infatti ricevere il vaccino antinfluenzale, una misura straordinaria adottata per contenere il focolaio e limitare ulteriori conseguenze operative. La decisione è stata accolta favorevolmente da diversi esponenti politici, compresi alcuni repubblicani.
Le critiche dal Congresso
Tra i più critici figura il senatore repubblicano Roger Wicker, presidente della Commissione Forze Armate del Congresso, che ha ricordato l'importanza della vaccinazione per garantire l'efficienza operativa delle forze armate. "La ragione per cui il vaccino era obbligatorio era di garantire la prontezza delle nostre truppe a combattere", ha affermato il senatore. Le sue parole rappresentano una presa di distanza significativa dalla linea seguita da Hegseth e riflettono le preoccupazioni di una parte dello stesso Partito Repubblicano per le possibili conseguenze della decisione.
Nessun commento dalla Casa Bianca
Nonostante le polemiche e l'attenzione mediatica suscitata dal focolaio, né la Casa Bianca né il segretario alla Difesa hanno rilasciato commenti ufficiali sulla diffusione dell'influenza nella base texana. L'episodio rischia però di alimentare ulteriormente il confronto politico sulle politiche sanitarie adottate all'interno delle forze armate e sul rapporto tra libertà individuale e tutela della salute collettiva, soprattutto in ambienti ad alta densità come le strutture militari.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















