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Con la campagna elettorale in corso, proseguono le interviste ai candidati alle politiche 2022, per offrire ai nostri lettori uno spunto di riflessione in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre 2022.
Uno dei protagonisti di questa campagna elettorale è il Cons. Fabrizio Santori.
Con la campagna elettorale in corso, proseguono le interviste ai candidati alle politiche 2022, per offrire ai nostri lettori uno spunto di riflessione in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre 2022.
Uno dei protagonisti di questa campagna elettorale è il Cons. Fabrizio Santori.
Consigliere, dove è candidato esattamente e con quale formazione politica?
Alla Camera dei Deputati con la Lega nel collegio proporzionale plurinominale P01, che ricomprende i Municipi I, II, III, IV, V, VI e parte dell’VIII. Si tratta di un collegio molto esteso territorialmente e particolarmente variegato che comprende, tra le altre, realtà come il Centro Storico, Trieste, Parioli, Nomentana, Tiburtino, Prenestino, Casilino, le Torri e la zona San Paolo e Ostiense. Una realtà che rappresenta perfettamente le diversità e le molteplici esigenze proprie di Roma: il Centro Storico e i Parioli, i quartieri residenziali e quelli di nuova urbanizzazione, l’edilizia popolare e l’estrema periferia. Per questo, se riuscirò a raggiungere il traguardo dell’elezione alla Camera dei deputati, l’esperienza maturata in Campidoglio mi farà certamente da guida: è un tesoro cui non voglio né posso rinunciare.
Qual è l’obiettivo che ha ispirato il programma elettorale?
L’obiettivo è proporre un presidio politico a difesa dei quartieri di Roma, un parlamentare in grado di ascoltare per tempo e con attenzione le esigenze di questa città e le difficoltà dei suoi cittadini. Ho voluto poi insistere sulla valorizzazione di tutte le migliori energie della Capitale per portare proposte in grado di proiettare i nostri giovani a costruire qui, proponendo innovazione, grandi eventi e sviluppo turistico, senza dimenticare le radici e le identità di questa meravigliosa città. Allo stesso tempo, ho provato a immaginare un programma che non trascurasse la quotidianità di tutti i romani: sicurezza e legalità, difesa di anziani e disabili, lotta al degrado e all’emergenza rifiuti.
Lei ha sempre mantenuto un contatto diretto con il territorio, in particolare quello di Roma. Quali problematiche vive la Capitale e quali soluzioni ritiene più opportune?
Serve un termovalorizzatore per la città per porre fine ad un’emergenza rifiuti che sta sfigurando tutti i nostri quartieri, dal centro alla periferia. Occorre rilanciare il turismo, il patrimonio culturale romano e poi snellire le pratiche urbanistiche e quelle per avviare un’attività di impresa o edilizia. Servono più forze dell’ordine, un controllo serrato di ciò che accade nei campi nomadi e un giro di vite contro le occupazioni abusive. E’ necessario infine dare una vera autonomia a Roma Capitale. Si tratta di battaglie che ho portato in Campidoglio all’opposizione dell’immobile Gualtieri e che vorrei costantemente porre all’attenzione in sede parlamentare.
Qual è la riforma che ritiene più urgente nel nostro Paese per far fronte alla crisi in atto?
Se parla del provvedimento più urgente è senz’altro quello legato al caro bollette: servono sostegni ad imprese e famiglie, consistenti e duraturi purtroppo. Una vera riforma fiscale e un nucleare pulito sono le vere sfide che il Governo deve affrontare per pensare ad un futuro in grande per l’Italia.
Uno dei punti fondamentali del programma della Lega è quello della riduzione della pressione fiscale. Qual è la sua risposta a chi definisce la Flat tax mero populismo?
L’idea di flat tax proposta da Salvini non è stata ben compresa o è stata strumentalizzata. Anzitutto propone una riduzione del carico fiscale anche per i lavoratori dipendenti e per le piccole partite iva e poi sarà in grado di liberare risorse per favorire consumi e investimenti, garantendo nel medio periodo un maggior gettito per lo Stato. E, non in ultimo, consentirà di aggravare e rendere effettive le pene per chi evade. Arriveremo al punto però che con la flat tax evadere non sarà più conveniente.
L’esperienza del Governo Draghi, le elezioni anticipate ed il Mattarella bis hanno confermato la necessità di una profonda riforma. Ritiene sufficiente la sola modifica della legge elettorale ovvero sarebbe preferibile rivedere l’intero assetto costituzionale?
Da anni sosteniamo che sia necessaria una profonda riforma costituzionale. Occorre superare il bicameralismo perfetto e andare verso una repubblica semi-presidenziale alla francese. Serve un Presidente che, legittimato e soprattutto scelto direttamente dal voto popolare, possa incidere nelle decisioni e assumersene direttamente le responsabilità. Serve un Parlamento più efficiente e in grado di legiferare bene e tempestivamente. In un mondo globalizzato le nostre Istituzioni tentennano mentre il mondo corre veloce e così si rischia di arrivare sempre in ritardo e di perdere troppe occasioni.
A cura dell’Avv. Emanuela Fancelli
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