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  • Roma - Lunedì 15 Giugno 2026

Andrea Sempio senza stipendio da due mesi: il caso economico che si aggiunge all'inchiesta Garlasco

Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, è senza stipendio da due mesi e agli avvocati pagherebbe soltanto i rimbosi. Dal lato delle indagini ora la difesa punta su nuove prove per escluderlo dalle accuse.

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Mentre proseguono gli sviluppi della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, emerge un aspetto finora rimasto sullo sfondo ma che riguarda direttamente la situazione personale di Andrea Sempio. L'uomo, attualmente indagato nell'ambito dell'inchiesta bis sull'omicidio di Chiara Poggi, sarebbe infatti senza stipendio da circa due mesi. A confermarlo è l'avvocato Liborio Cataliotti, che insieme alla collega Angela Taccia segue la difesa di Sempio. Il legale ha spiegato come il proprio assistito stia attraversando un momento particolarmente delicato anche dal punto di vista economico. "Non prende lo stipendio e per questo ho rifiutato un pagamento che Andrea Sempio voleva fare. Lui è sempre molto attento a questo aspetto, ma le spese legali e per i consulenti in questo momento possono aspettare. A noi avvocati paga solo i rimborsi", ha dichiarato Cataliotti.

Il lavoro nel negozio di telefonia e i cambi di sede

Prima che il suo nome tornasse al centro dell'attenzione mediatica per il caso Garlasco, Andrea Sempio lavorava come commesso in un negozio di telefonia all'interno del centro commerciale di Montebello della Battaglia, nel Pavese. Negli ultimi mesi, però, la pressione mediatica e il riaccendersi dell'inchiesta avrebbero inciso profondamente sulla sua quotidianità lavorativa. Nel corso del tempo Sempio avrebbe alternato periodi di ferie, aspettativa e trasferimenti tra diverse sedi operative, tra Voghera, Pavia, Vigevano e Garlasco. Al momento non è stato chiarito se l'assenza di retribuzione sia legata a un accordo di aspettativa non retribuita concordato con l'azienda oppure se vi siano altre motivazioni alla base della mancata busta paga. Su questo punto la difesa non ha fornito ulteriori dettagli.

Gli avvocati rinviano i compensi

Le parole di Cataliotti restituiscono il quadro di una situazione nella quale la difesa avrebbe deciso di attendere prima di chiedere il saldo delle proprie parcelle professionali. Secondo quanto riferito dal legale, Sempio avrebbe comunque manifestato la volontà di provvedere ai pagamenti, ma gli avvocati avrebbero preferito rinviare ogni questione economica a un momento successivo. Una scelta che evidenzia le difficoltà che l'indagato starebbe affrontando mentre continua a difendersi dalle accuse mosse nei suoi confronti nell'ambito della riapertura delle indagini sull'omicidio di Chiara Poggi.

La strategia difensiva punta sulla questione delle scarpe

Parallelamente alla situazione personale di Sempio, il lavoro della difesa prosegue sul fronte investigativo. Negli ultimi giorni i legali hanno depositato un video riguardante le scarpe Frau nelle misure 42 e 43, modelli che, secondo alcuni elementi già esaminati nel processo che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi, sarebbero compatibili con la cosiddetta impronta a pallini attribuita all'autore del delitto. La difesa sostiene invece che quelle calzature non sarebbero riconducibili ad Andrea Sempio. "Abbiamo un elenco di testimoni che affermano come già allora Andrea Sempio portasse il 44 e modelli specifici di scarpe", ha spiegato l'avvocato Cataliotti.

Il nodo della suola e delle impronte

Sulla stessa linea si colloca anche il consulente della difesa Armando Palmegiani, che ha contestato la compatibilità delle misure prese in esame. "Sia il 42 che il 43 non sono nemmeno lontanamente compatibili, come calzata, con il piede di Sempio. L'aspetto rilevante è la suola, prodotta dalla Margon", ha affermato. La questione ruota attorno a una particolare suola in gomma caratterizzata da piccoli rilievi a pallini, prodotta dall'azienda Margon e utilizzata da diversi modelli di scarpe sportive e mocassini del marchio Frau. Secondo la perizia eseguita nel 2014, proprio questo tipo di suola sarebbe compatibile con alcune impronte individuate all'interno dell'abitazione di Chiara Poggi, in particolare nelle aree comprese tra il corridoio, il bagno e la cucina. Per la difesa, però, l'analisi di questo elemento potrebbe portare a conclusioni differenti rispetto a quelle finora sostenute. "Riteniamo che questo elemento porterà all'esclusione di Sempio", sostiene Cataliotti.

La richiesta di una nuova perizia indipendente

Uno degli obiettivi della strategia difensiva è ottenere una nuova valutazione tecnica che possa riesaminare in maniera autonoma gli elementi raccolti negli anni. Per questo motivo gli avvocati intendono chiedere al giudice una perizia terza e indipendente che possa approfondire la questione delle impronte e delle calzature senza legami con le precedenti consulenze.

Le prossime mosse della Procura

Nel frattempo continua anche il lavoro della Procura di Pavia. I magistrati avranno tempo fino al 27 giugno per depositare le proprie contro-consulenze, chiamate a confrontarsi con le relazioni tecniche già presentate dalla difesa di Andrea Sempio. Si tratta di un passaggio particolarmente importante nella nuova fase investigativa che potrebbe contribuire a definire ulteriormente il quadro degli elementi raccolti.

Disposta anche una perizia psichiatrica

Tra gli accertamenti disposti dagli inquirenti figura inoltre una perizia psichiatrica affidata allo specialista Roberto Catanesi. L'obiettivo dell'esame sarà quello di verificare l'eventuale presenza di condizioni patologiche che possano incidere sulla capacità di intendere e di volere dell'indagato, valutare eventuali disturbi rilevanti sotto il profilo dell'imputabilità e accertare l'eventuale esistenza di una condizione di pericolosità sociale. Un ulteriore tassello che si inserisce in un'indagine tornata al centro dell'attenzione nazionale e che continua a svilupparsi sia sul piano investigativo sia su quello processuale.

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