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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Martedì 27 Ottobre 2026, 13:35

Archivi, la sfida del nuovo portale: rendere la ricerca più semplice e recuperare i dati

Veninata, direttrice dell’ICAR: nei precedenti sistemi l’80% dei navigatori si fermava entro trenta secondi. Migrazioni ancora in corso: completato circa un terzo delle attività individuate.

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di Maurizio Pizzuto

Un patrimonio di informazioni da conservare, ma anche da rendere più facile da trovare e consultare. Il nuovo Portale Archivi Nazionali nasce da questa esigenza e da un dato che ha imposto una riflessione sull’efficacia dei precedenti strumenti: l’80% dei navigatori registrava una permanenza compresa tra zero e trenta secondi.

A illustrarlo, durante la presentazione nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, è stata Chiara Veninata, direttrice dell’Istituto centrale per gli Archivi (ICAR) (Nella foto). Un risultato molto distante da quello del portale Antenati, dove, secondo i dati riferiti dalla direttrice, il tempo medio di permanenza raggiunge i 46 minuti.

«Era necessario pensare un po’ di più agli utenti», ha spiegato Veninata. Il problema riguardava anche la frammentazione dei percorsi di ricerca, che obbligava le persone a passare dai portali nazionali ai sistemi locali per ricostruire le informazioni cercate.

Il nuovo accesso unitario punta a rendere più agevole questo percorso, affiancando alle descrizioni archivistiche servizi digitali e nuove forme di racconto del patrimonio. La convergenza delle piattaforme, tuttavia, non equivale a considerare superata ogni esperienza precedente: diversi sistemi, ha precisato la direttrice, erano ancora attivi e pienamente funzionanti.

La priorità è recuperare il patrimonio informativo accumulato, preservandolo dall’obsolescenza degli strumenti tecnologici. «La volontà è stata quella di recuperare ogni singolo dato», ha sottolineato Veninata. I programmi invecchiano; le informazioni di qualità devono invece poter essere conservate e riutilizzate.

Il lavoro resta ampio. Secondo la stima illustrata dalla direttrice, è stato completato circa un terzo delle attività già individuate. A queste si aggiungono le risorse ancora da esplorare nei singoli istituti: banche dati, sistemi locali e fogli di calcolo che possono contenere ulteriori informazioni da recuperare. Il Sistema informativo archivistico, SIA, continuerà quindi ad alimentare il portale attraverso nuove importazioni nei prossimi mesi.

Le migrazioni hanno fatto emergere anche duplicazioni e incongruenze: una stessa entità poteva comparire più volte, con descrizioni differenti, complicando l’individuazione dell’informazione più affidabile. Per affrontare queste criticità sono state necessarie regole condivise, standard e modifiche al modello dei dati, così da accogliere le diverse tipologie documentarie.

Un altro passaggio riguarda l’interoperabilità, essenziale per consentire alle informazioni di circolare senza rimanere vincolate ai programmi in cui sono state create. I tracciati adottati devono permettere sia l’importazione sia l’esportazione dei dati.

Archivi di Stato e soprintendenze mantengono la responsabilità sulla qualità, sull’aggiornamento e sulla pubblicazione delle proprie informazioni, mentre una redazione centrale coordina le entità comuni al sistema.

Il SIA dialoga inoltre con IPAC, l’infrastruttura per il patrimonio culturale, con l’obiettivo di collegare le fonti archivistiche alle risorse di musei e biblioteche. Una prospettiva che punta ad ampliare le possibilità di ricerca, mettendo in relazione documenti e collezioni oggi consultabili attraverso percorsi distinti.

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